di Sam Challis - 21 novembre 2019

Orbea Orca Aero M11i Team

Un cambio di regole da parte dell’UCI ha spinto Orbea a puntare tutto sull’aero

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Quando ero più giovane, giocavo molto a cricket. Ogni volta che il tiro era prevedibile e teso, e quindi facile dal punto di vista del battitore, i giocatori esperti apostrofavano il battitore come un “bullo floscio”, uno a cui piace vincere facile.

Ecco, la nuova Orca Aero di Orbea è un bullo floscio. I miei primi due giri di prova hanno toccato il Regent’s Park di Londra, dove le strade sono lisce e piatte. A queste condizioni, dubito che molti modelli della concorrenza potrebbero fare di meglio.

E questa è una dichiarazione audace da fare, considerando che questa bici è la prima vera incursione di Orbea nel mondo aero. Ma, in un certo senso, l’essere in ritardo ha dato al marchio dei Paesi Baschi un vantaggio su alcuni dei suoi rivali. Mentre altri studiavano come vincere la resistenza del vento utilizzando test nelle gallerie apposite, Orbea poteva stare a guardare e imparare dai loro errori.

Essendo una bici aerodinamica, l’Orca Aero adotta un design dei tubi a coda tronca come altri famosi modelli della concorrenza. Un tubo a coda tronca ha una forma corta e smussata – un po’ come un’ala di un aeroplano con il bordo posteriore smussato. Storicamente, questo profilo riesce a mantenere gran parte dell’efficienza aerodinamica propria della forma a goccia e allo stesso tempo conformarsi alla regola UCI riguardante il rapporto profondità-lunghezza 3:1 dei tubi, che non possono essere più di tre volte più profondi, nella loro sezione trasversale, di quanto siano alti.

Tuttavia, nel gennaio di quest’anno l’UCI ha deciso di allentare la ferrea regola del rapporto 3:1, e così Orbea ha approfittato del suo essere in ritardo e ha lanciato sul mercato un telaio che spinge le tubazioni aero più in là di quanto consentito in precedenza.

Ciò significa che diversi punti dell’Orca Aero – per esempio i bracci della forcella oppure i tubi obliquo e verticale – hanno un profilo notevolmente più profondo di quello che possiedono molte altre bici aero.

Orbea afferma che ciò ha avuto un marcato effetto sull’efficienza aerodinamica del telaio rispetto all’Orca tradizionale (che, nonostante le sue pretese aerodinamiche, non ha mai visto l’interno di una galleria del vento). Secondo l’azienda, a 50 Km/h la nuova Orca Aero dà un guadagno di 27 Watt rispetto al modello precedente.

A parte l’aumento dell’efficienza, penso che le forme dei tubi conferiscano ad Orca Aero un aspetto malizioso e aggressivo. Questa è la bici più aerodinamica di tutte, tra quelle del settore. Una forma così esagerata potrebbe generare pareri discordanti, ma ritengo che Orbea abbia sfornato una vera reinterpretazione del genere.

Attenzione però: io sono sempre stato attratto dal profilo a coda tronca (a tal proposito, l’altro giorno mi sono imbattuto in una citazione del grande Enzo Ferrari, secondo cui “L’aerodinamica è per coloro che non riescono a costruire buoni motori”). Continua...

La prova completa è stata pubblicata su Cyclist - Novembre 2018

Modello Orbea Orca Aero M11i Team

Gruppo Sram Red eTap

Ruote DT Swiss PRC 1400 Spline 65

Dotazione manubrio Vision Metron 5D + Orbea OC III Stem, reggisella Orbea Aero OMR, sella Prologo Nago Evo, pneumatici Hutchinson Fusion 5 All Season TLR 25 mm

Peso 7,6 kg (55 cm)

Prezzo 7.899 euro

Contatti orbea.com

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