Parigi Roubaix: Sonny Colbrelli re nell'Inferno del Nord. Elisa Longo Borghini sul podio alla prima delle donne

È Sonny Colbrelli a spuntarla nel Velodrome Andre Petrieux di Roubaix, anticipando sul traguardo, in una maschera di fango, Florian Veermersch e Mathieu Van der Poel. Elisa Longo Borghini terza nella prima edizione al femminile.

Sonny Colbrelli (foto A.S.O./Fabien Boukla).

Dantesca. Apocalittica. Per noi comuni mortali pedalatori del fine settimana (ma solo se le strade sono asciutte), assolutamente surreale. La Parigi-Roubaix di Sonny Colbrelli, la Parigi-Roubaix di ottobre, la prima Parigi-Roubaix delle donne, la Parigi-Roubaix più piovosa che si potesse incrociare, è stata uno spot meraviglioso a beneficio del ciclismo, tout court.

Per i pochi miscredenti, l'Inferno del Nord si è rivelato in tutta la sua brutalità e non è un'esagerazione.

Dal via al traguardo della Classica maschile delle pietre non c'è stato un attimo di tregua: sei ore abbondanti di una vicenda appassionante che ha lasciato in trepidazione i coraggiosi tifosi radunati a bordo strada (il rapporto di presenze, complice il maltempo, era uno a dieci rispetto alla data tradizionale di metà aprile) e milioni di telespettatori nelle case, con l'incombente sensazione che qualsiasi fatto rilevante sulla corsa potesse accadere in qualunque momento.

Tanti i passaggi epici che resteranno scolpiti nella memoria degli appassionati, soprattutto per quei fortunati che hanno potuto assistere dal vivo ad un irrinunciabile appuntamento con la storia tra i fangosissimi 30 settori di pavé.

Tre debuttanti sul podio - Sonny Colbrelli, Florian Veermersch e Mathieu Van der Poel - rappresentano l'essenza del ciclismo che cambia, ma che puntualmente prima o poi torna al punto di partenza, se è vero che dal lontanissimo 1953 (il belga Derycke) non vinceva un protagonista al debutto.

Sonny Colbrelli (foto A.S.O./Pauline Ballet.).

Temi che accendono una corsa atipica, una roulette che come nessun altra Monumento la Parigi-Roubaix riesce profondamente ad incarnare. Chiedetelo a Gianni Moscon, dominatore sino al Carrefour de l'Arbre, ma piegatosi agli inseguitori dopo una foratura e una caduta. Le corse si vincono e si perdono per i dettagli, talvolta anche per questione di centimetri. Certo, l'ha spuntata ugualmente l'Italia in questo 2021 da sogno e Gianni Moscon, nella difficoltà di trovare le parole per l'amarezza lo ha riconosciuto con signorilità, ma se c'era un corridore che meritava il trionfo più di ogni altro era proprio il trentino.

Sonny Colbrelli corona con il colpo di reni sotto il velodromo più famoso al mondo una stagione eccellente: Tricolore, Europeo e la regina delle Classiche, dopo aver dato dimostrazione al Benelux Tour di saperci fare sulle pietre. Anche se quelle di Roubaix sono tutt'altra roba.

Il primo podio femminile della Parigi-Roubaix (foto A.S.O./Fabien Boukla).

Indelebile, come gli scatti rubati alle due corse e che stanno facendo il giro del mondo sui social, resta la cavalcata solitaria di Lizzie Deignan, partita sul primo dei 17 settori che hanno caratterizzato la prova femminile sferzata da un vento fortissimo e dalla pioggia nel finale. Senza guanti e con le mani piagate dagli scuotimenti a insanguinare il manubrio della sua bici. Con lei festeggiano sul podio Marianne Vos e la nostra Elisa Longo Borghini, per un'Italia che porta anche Bastianelli e Cavalli nella top ten. La strada è tracciata anche per le ragazze. È scolpita nella pietra.

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