a cura della Redazione - 28 gennaio 2019

La mia Eroica a 80 anni

Le ragioni per partecipare a L'Eroica, la prima domenica di ottobre (le nuove iscrizioni aprono il 29 gennaio), possono essere le più disparate. Vi proponiamo la testimonianza di Adelio Mariotti, deciso a festeggiare il suo 80esimo compleanno sulle strade bianche di Gaiole.

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La prima domenica di ottobre, per gli appassionati di ciclismo si celebra un "rito" irrinunciabile. E' il giorno de L'Eroica, l'evento cicloturistico più famoso al mondo, tanto da richiamare ogni anno migliaia di ciclisti stranieri. 7.500 i partecipanti a numero chiuso nel 2018 (qui il racconto di Cyclist).
Alle 15 del 29 gennaio aprono le iscrizioni per la 23esima edizione secondo queste modalità:
  • 2.000 numeri ADVANCE a 68 euro, offerti in anteprima alle oltre 1.200 persone che hanno risposto al questionario su L’Eroica 2018
  • 2.000 numeri CLASSIC a 75 euro (acquistabili dall’1 febbraio 2019 fino ad esaurimento)
  • 1.000 numeri BENEFICENZA a 100 euro (acquistabili dal 10 febbraio).
  • 200 numeri SUPER BENEFICENZA a 150 euro (acquistabili dall’1 giugno).
Le ragioni per parteciparvi possono essere le più disparate, dalla pura passione per mondo delle due ruote a pedali al desiderio di mettersi alla prova, al gusto di vivere in comunità un'esperienza gioiosa e unica a...

Riportiamo di seguito il racconto di Adelio Mariotti, al via lo scorso 7 ottobre, nell'atto di celebrare i suoi 80 anni proprio sulle strade bianche di Gaiole.
I compleanni normalmente si festeggiano in casa o al ristorante, con amici e parenti, ma lo scorso anno, per le mie ottanta primavere, ho scelto di festeggiare sulle strade bianche della mitica Eroica, il 7 Ottobre, accompagnato da due dei miei figli, Tiziana e Samuele, e da mia nipote Benedetta che hanno affrontato un percorso più corto. Insomma, tre generazioni sulle strade bianche di Gaiole.
Sono le 5:00 del mattino, pronto in griglia di partenza con i fari già accesi, quando un inviato di Rai1 viene ad intervistarmi, stupito del fatto che un ottantenne avesse il coraggio e anche le forze di affrontare una tale impresa.
Passato questo momento arrivo a registrarmi e via, si parte! Dopo qualche chilometro con le prime salite iniziano le difficoltà, come quella del Castello di Brolio, dove la strada sterrata incorniciata dalle fiaccole a terra che segnano il percorso e i fari delle bici dei partecipanti creano uno spettacolo indescrivibile che mi accompagna fino in cima, al castello, dove un’orchestrina rende il tutto ancora più suggestivo in uno scenario da favola. Ma si sa, dopo ogni salita c’è una discesa, e quella dopo il castello è molto ripida; non c’è stata cosa più bella, una volta arrivato in fondo, che fermarmi un attimo e vedere lo spettacolo di centinaia di lucine scendere giù dal castello. Sarei rimasto lì incantato a guardare per ore, ma la strada è ancora lunga e quindi riprendo la mia marcia.
Sta iniziando a farsi giorno, il cielo è molto nuvoloso ma fortunatamente non piove e la temperatura è ideale per andare in bici. A Radi trovo un ristoro meraviglioso, una moltitudine di prodotti e cibi diversi che invitano a fermarsi, ma avendo già le mie abbondanti scorte di cibo e il necessario per le eventuali forature decido di proseguire.
Arrivato al bivio tra i percorsi da 135 km e 209 km mi confronto un momento con lo staff della manifestazione che, venendo a sapere la mia età, mi sconsiglia di intraprendere il percorso lungo anche in virtù della durissima salita sterrata di Montalcino, suggerendomi la strada dei 135 km. Nonostante questo non mi lascio demoralizzare e proseguo per continuare il percorso che mi ero prefissato di fare. Inizio la salita e mi rendo conto da subito che avevano proprio ragione, è veramente tosta, ma con la mia tenacia e forza di volontà arrivo in cima, dove ci sono un controllo e un ristoro. Timbro e chiedo quanti km ho percorso; mi dicono 90 km e sono già le 11:30. Inizio la discesa, lunga ma asfaltata, quindi ben percorribile e che mi permette di recuperare un po’ di energie; poi ancora sterrato fino a Lucignano d’Asso dove si trova un altro controllo. Timbro e riparto verso la prossima tappa: Buonconvento. Qui trovo un grande ristoro con un punto di assistenza tecnica e, fra una chiacchiera e l’altra con gli altri ciclisti, mi rendo conto che molti sono anche più stanchi di me pur avendo la metà dei miei anni. Faccio i conti, sono arrivato a 120 km percorsi ma ne mancano ancora 90. Timbro e riparto alla volta di Asciano dove mi aspetta un altro controllo, questa volta situato nel centro del paese: bello, bellissimo ma impegnativo da raggiungere. Controllo l’ora, sono le 16:00 e mi mancano ancora 50 km all’arrivo, quindi decido di soffermarmi meno ai controlli, così, dopo una breve sosta a Castelnuovo Berardenga timbro e controllo le mie scorte: la sacca è molto più leggera rispetto alla partenza ma sono a posto, quindi mi rimetto in sella. Supero Pianella. Adesso di km non ne mancano molti, anche se mi rendo conto che saranno i più duri e difficili da affrontare: ci sono ancora delle salite impegnative e le forze si stanno riducendo quindi è il momento di tirare fuori tutta la grinta e ripenso al mio idolo Gino Bartali, detto il Toscanaccio: lui non si sarebbe mai arreso e così devo fare anche io. Pensando alle sue imprese mi rendo conto solo adesso che sto facendo qualcosa al di fuori della norma.
Stanco, pedalo a testa bassa, sento solo il rumore delle ruote che scorrono sulla strada e penso che è dal mattino alle 5:00 che sono in bici perciò mi viene un po’ di sconforto, ma non posso certo mollare ora. All’ultimo controllo decido di fermarmi e mentre sono lì mi avvicina un signore che mi ha visto stamani durante l’intervista che mi hanno fatto e mi chiede “Ma lei è in bici da stamani?”, rispondo di sì e che ho scelto di affrontare il percorso lungo per festeggiare il mio compleanno. Vedendolo scettico gli mostro tutti i timbri raccolti lungo la strada, tra cui quello del controllo di Montalcino, che si trova esclusivamente sul percorso più lungo. Per congedarsi mi stringe la mano e mi dice una frase che mi rimarrà impressa: “Ha fatto davvero un compleanno eroico!” Prima di ripartire comunico alla mia famiglia, che mi aspetta a Gaiole da qualche ora, l’orario previsto di arrivo. Riparto sapendo che l’arrivo è ormai a una manciata di km, ma con la consapevolezza che proprio quegli ultimi e pochi km saranno veramente di una difficoltà impensabile per le forze che mancano e per la poca luce che mi ha costretto ad accendere il faro della bici. Giunto a Gaiole, dove inizia il tratto di strada transennato, sento una voce che urla “Nonno! Nonno!”. È il mio nipotino Elia, accanto a lui mi fermo un momento e, abbracciandomi, mi dice “Nonno, sei un grande!”, per me quello è stato uno dei momenti più toccanti. Timbro e salgo sul podio dove, dopo le foto di rito, mi consegnano la medaglia della XXII Eroica e, come premio speciale, il vino del percorso da 209 km. Tutto questo mentre la mia famiglia quasi al gran completo - mia moglie Laura, due dei miei figli, Tiziana e Samuele, i miei nipoti Benedetta, Francesca, Elia e Zita, mia nuora e mio genero, Lisa e Marco, con il mio amico ciclista Sergio e la moglie Lucia venuti da Lodi appositamente per la manifestazione, e quasi tutto il gruppo ciclistico Torrigiani-Tesi ASD di Pistoia di cui faccio parte, festeggiano calorosamente gridando il mio nome, accompagnati dal resto del pubblico presente che ormai si è stretto attorno a noi.
È stato veramente emozionante ricevere tutto quell’affetto e quel calore anche da parte di persone incontrate lì, per caso, tanto che mi ha fatto dimenticare tute le difficoltà incontrate e la fatica fatta lungo il percorso. Ancora oggi, a distanza di qualche mese, mi emoziono perché credo di aver veramente festeggiato un compleanno eroico.
Adelio Mariotti
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