Pedalando da Ferrara lungo il Po fino al mare

Riconquistare la libertà di viaggiare tra storia e natura, lungo 100 chilometri tutti ciclabili che fiancheggiano il corso del Po. È la ciclabile che, partendo dalla Corte degli Estensi di Ferrara, arriva fino al mare.

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Da Ferrara lungo il Po fino al mare (foto Visit Romagna).

Ripartire... sarà che la primavera è ormai arrivata, soprattutto nel Bel Paese. Sarà che un anno di pandemia ci ha resi tutti più confusi e incerti sul cosa sia legittimo fare nel nostro tempo libero. Sarà che... ma quest’anno tornare a inforcare la nostra bicicletta sarà per molti di noi un atto ancora più consapevole e solenne.

Le restrizioni che affliggono il mondo ci permettono solamente di sognare i grandi tour. Le strade “intorno” a casa nostra sono state talmente tanto battute in questo ultimo anno da apparire ormai banali. Ma a volte è sufficiente gettare lo sguardo appena oltre i nostri confini, quelli che i vari Dpcm hanno fatto a lungo diventare limiti invalicabili, per scoprire itinerari nuovi, dal fascino inimmaginabile. Pedalate a volte semplici, ma capaci di farci tornare ad assaporare quella passione per le due ruote che avevamo dovuto relegare ai nostri sogni.

Uno di questi è certamente l’itinerario che collega Ferrara al mare, in gran parte lungo il fiume Po e per diversi chilometri collocato proprio al confine tra l’Emilia e il Veneto, in una delle zone naturalistiche più affascinanti e sorprendenti d’Italia.

Non è uno scherzo

Da Ferrara al mare, potrebbe sembrare uno scherzo, per chi non abita in quello spicchio dell’Emilia e non ha mai conosciuto quei luoghi. Invece quei circa 100 chilometri (inseriti nel progetto Eurovelo) praticamente tutti ciclabili grazie alla pista che corre sull’argine che prende il nome di Destra Po, sono un viaggio che mescola storia e natura; edifici e monumenti dal grande fascino e paesaggi incantevoli.

Si parte subito alla grande, con una fotografia dinanzi alla Corte degli Estensi che ha lasciato segni incancellabili nel Rinascimento italiano come l’Addizione Erculea che rappresenta il primo esempio di urbanistica moderna.

Si può anche cominciare a pedalare poco prima di Ferrara, lungo l’argine del Po, partendo dalla Rocca Possente a forma di stella. Oltrepassato il Panaro si arriva al centro di Bondeno dove si imbocca il piacevole percorso ciclopedonale del Burana fino a Ferrara.

Se la vostra perplessità nel fare una deviazione fino a Ferrara è legata al rischio di trovarvi in mezzo al traffico, allora non conoscete questa città. Qui, male che vada, il traffico è quello degli sciami di biciclette che attraversano la città in lungo e in largo a ogni ora del giorno. Dal 1995 il centro storico di Ferrara è stato iscritto dall’Unesco nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità quale “...mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento che conserva il suo centro storico intatto”. Il riconoscimento è stato poi esteso al territorio del Delta del Po e delle Delizie Estensi.

Proprio in queste terre prosegue il nostro viaggio. Tornati lungo la Sponda Destra del Po, ci si dirige verso il mare, pedalando per un lungo itinerario che dapprima conduce a Francolino, poi si innesta sull’argine. Giunti in prossimità di Ro si ammira il Mulino del Po, di ispirazione bacchelliana, con la sua macina del grano.

Si entra nel Delta

A Serravalle il fiume compie la sua prima magia: si entra nel Delta e il corso d’acqua si biforca per la prima volta. Il ramo più ampio piega a nord in direzione della laguna veneta, uno più modesto conduce a sud, il Po di Goro che lambisce il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, con i suoi paesaggi di natura sterminata, le oasi e i villaggi dei pescatori.

Da qui, l’itinerario ciclistico prosegue verso Mesola, riconoscibile per il suo signorile Castello Estense. Si pedala ancora per oltre 10 chilometri attraversando una delle aree naturalistiche più significative del Parco del Delta del Po, per arrivare nei pressi di Torre Abbate, dove si lascia il fiume e si comincia a percorrere la strada in direzione di Bosco Mesola e poi giù verso la Riserva Statale Bassa dei Frassini-Balanzetta fino a raggiungere Volano e il suo Lido che degrada verso il

mare Adriatico. Da Mesola è anche possibile una deviazione verso Goro e Gorino, tipici esempi di paesi dediti alla pesca, lasciando sulla sinistra il curioso ponte di chiatte che porta alla sponda veneta. Da Gorino partono imbarcazioni che portano fino al mare.

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