Pedalare in Puglia tra terra e mare

Un territorio nel quale il Mediterraneo e l’entroterra sono indivisibili nello spazio e nei colori. E ti ritrovi tra i trulli in Valle d’Itria.

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Pedalare in Puglia tra terra e mare.

Ci sono due cose che ho sempre amato nei miei viaggi in bicicletta: i colori del paesaggio mentre lo attraverso alla velocità che mi consente di viverli in tutta la loro intensità, e la possibilità di inseguire i profumi del territorio che cambiano dietro ogni curva e che ad un tratto diventano un tutt’uno con i colori del paesaggio nel quale mi trovo completamente immerso. Questa per me è l’essenza del ciclismo. Alchimia pura tra il gesto atletico e il territorio. Ma è anche un limite, perché poi pedalare dietro casa, quasi sempre non ha lo stesso sapore... non ha lo stesso effetto sui miei sensi e sulla mia psiche.

Ecco perché, come per ogni buon viaggiatore, il luogo in cui pedalare finisce spesso per assumere un significato più importante di quanto non sia quello della bicicletta che mi accompagna. C’è bici e bici, sia chiaro! Ma per dirla in modo elementare, anche la bicicletta più perfetta risulterebbe sprecata lungo strade che non sono in grado di trasmettere tutte quelle sensazioni che ogni ciclista cerca mentre pedala.

Questo mi da modo di introdurre una regione che prima d’ora, per pregiudizio o più semplicemente per pigrizia, non avevo mai considerato un luogo del ciclismo: la Puglia.

Terra ospitale sicuramente, storicamente e culturalmente ricca e paesaggisticamente perfetta. Forse ne siamo ancora poco coscienti, ma la Puglia può offrire davvero molto a chi ha fatto del ciclismo uno strumento di scoperta e di benessere.

Qualcuno penserà... la Puglia è troppo lunga e stretta per pedalarla tutta. Troppo popolata e trafficata per avventurarsi su strade prive di spazi per le biciclette. Tutto vero. Quegli 850 chilometri di coste essenzialmente piatte, tutte abitate e fortemente popolate, in alcuni punti possono intimorire. Ciò che spesso si sottovaluta, però, è che questa regione è come un dolce farcito: la parte più buona si trova nel centro. Pensate alle arrampicate lungo le strade del promontorio del Gargano che dai magici scorci della Foresta Umbra (Patrimonio Unesco) si gettano a capofitto nelle perle di Peschici e Vieste. Quegli scorci a picco sul mare sono semplicemente emozionanti. Ancora di più se li si raggiunge in bicicletta. E poi le Murge, che rappresentano un po’ la spina dorsale di questa terra; le loro strade lunghe e sterminate, dove per chilometri non si scorgono altro che verdi campagne silenziose e profumate a primavera, collegano luoghi incantati. Da Matera, appena oltre il confine con la Basilicata, al celebre Castel del Monte, che con la sua pianta ottagonale ha alimentato leggende e storie fantastiche. Fino alla Valle d’Itria... che non è soltanto la TERRA DEI TRULLI. Lo scrivo in maiuscolo perché la mia prima visita in Valle d’Itria è servita innanzitutto a sfatare quella che per me (e penso per molte persone) era una convinzione solida e indiscutibile: ossia che i trulli sono un simbolo della Puglia. Nulla di più sbagliato, mi hanno ammonito gli ospitali abitanti di questa terra. I trulli sono della Valle d’Itria che è terra pugliese, ma è anche una splendida comunità che raccoglie cultura, tradizioni e un territorio davvero unici per bellezza e ospitalità. I trulli sono della Valle d’Itria! Mi raccomando.

La valle dei trulli

E proprio in Valle d’Itria ho scoperto quanto la Puglia e il ciclismo siano capaci di suscitare quell’alchimia che ogni ciclista cerca nel suo infinito pedalare. A Locorotondo ho incontrato due persone che mi questo territorio.

La prima è Rosalba, vera e propria padrona di casa, non soltanto perché le sue radici sono ben salde su questi terreni scuri e rocciosi, dove da qualche anno ha dato vita a un resort davvero unico nel suo genere e amico dei ciclisti, nato semplicemente riammodernando i trulli che appartenevano al suo vecchio Zio Leonardo circondandoli di profumi e di ingredienti di benessere. La ricetta del suo successo si traduce in due parole, semplicità e autenticità.

Il secondo è Marco, milanese, fuggito in Val d’Orcia (Toscana) per amore della bicicletta e oggi esploratore colto e gentile degli itinerari pugliesi dove trascorre alcuni mesi dell’anno mettendo a disposizione dei turisti tutto il suo amore per la bicicletta. Lui è il fondatore e la guida di Cicloposse.

La Valle d’Itria è un altipiano che rappresenta la parte meridionale delle Murge e si estende fino al Salento. I suoi abitanti lo definiscono la parte più settentrionale del Salento, anche se la ricchezza e la varietà del suo territorio lo rendono unico. Un lungo e sinuoso promontorio che si estende tra i due mari, L’Adriatico e lo Ionio e che deve alla sua terra e al suo clima collinare lo sviluppo di una comunità davvero unica per storia, cultura e accoglienza. Il paradiso per i turisti che ricercano un perfetto mix tra relax, benessere, buon gusto e la possibilità di fare sport, senza troppi fronzoli. Il suo simbolo è sicuramente Alberobello, il paese dei Trulli, ma su questo altipiano dominato dalle campagne coltivate si trovano piccole perle architettoniche come Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. Dei veri salotti a cielo aperto intorno ai quali si è sviluppata una fiorente “via del vino doc” che è un invito ad assaporare i piatti della tradizione e a degustare l’olio e i prodotti della terra.

Primavera e autunno perfetti

Pedalare in Puglia tra terra e mare.

La primavera e l’autunno sono indubbiamente le stagioni del ciclismo in Val D’Itria. Non soltanto perché qui le due stagioni di mezzo sono più lunghe e invitanti. Già a fine febbraio i raggi del sole scaldano e sebbene le temperature serali siano ancora rigide, di giorno è piacevole scorgere i primi segni della primavera con gli alberi in fiore e i profumi che salgono dalla terra con la rugiada scaldata dal sole del primo mattino. La valle è solcata da centinaia di ciclisti e cicloturisti che utilizzano i borghi come punto di partenza dei loro tour in giornata.

Gli amanti del cicloturismo più soft possono provare l’esperienza di una pedalata lungo la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un percorso naturalistico di indubbio valore. Marco Tornaghi, la nostra guida in Valle d’Itria, ci introduce alla scoperta del territorio con un percorso circolare che pare un omaggio a queste terre magiche. Partenza da Locorotondo baricentro della Valle con le sue case bianche che si affacciano sull’intera valle. Nel raggio di pochi chilometri si passa dalle colline al mare e ritorno portando con sé il profumo della salsedine. Partendo dal Leonardo Trulli Resort, si percorrono strade secondarie poco trafficate che si snodano tra le numerose contrade sparse per il territorio. Locorotondo ne conta ben 138, un vero record. Seguendo la direzione per Alberobello, dopo una serie di saliscendi si attraversano le contrade di San Marco e di Coreggia prima di scendere per raggiungere il Canale di Pirro il cui nome deriva da “Canale delle Pile” per la presenza in passato di numerose cisterne denominate appunto “Pile” utilizzate per la raccolta dell’acqua. Percorso un breve tratto in pianura si svolta a destra in direzione Monopoli e la strada sale con una pendenza moderata per circa 6 km. Una volta scollinato inizia la discesa per Monopoli e come in un quadro si materializza un panorama spettacolare dove il verde degli ulivi, il blu del mare e l’azzurro del cielo si manifestano nella loro naturale bellezza. Raggiunta la pianura, prima di entrare a Monopoli si svolta a destra e per alcuni chilometri si pedala circondati da olivi secolari protetti dai tipici muretti a secco. Arrivati in località Capitolo, tenendo il mare alla sinistra si percorre la strada costiera attraverso il Parco Naturale Regionale “Dune Costiere” fino a Rosa Marina, dove si lascia il lungomare in direzione di Ostuni. La ”Città Bianca” ci accoglie in tutta la sua bellezza. Un vero incanto, letteralmente sospeso tra terra e mare. Una sosta nella piazza del municipio, sotto lo sguardo della statua di Sant’Oronzo, è quasi d’obbligo per gustare un buon caffè. A questo punto siamo a circa 70 km già percorsi. Da Ostuni si punta dritti verso Fasano dove ci attendono le salite che introducono alla Valle d’Itria attraverso pendenze a volte ripide, altre più dolci e piacevoli che conducono alla contrada di Casalini e poi a Cisternino da dove si scorge la sagoma degli abitati di Locorotondo. Questo tour comodamente pedalabile in giornata ha una estensione di 98 km e un dislivello positivo di 1.168 metri.

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