di Giles Belbin - 06 febbraio 2019

Renault, una trama vincente

Per otto anni la squadra francese della Renault ha accumulato vittorie grazie a fuoriclasse come Hinault, Fignon e LeMond

Foto Danny Bird

Con poco più di 100 km ancora da percorrere nell’edizione 1980 della Liegi-Bastogne-Liegi, il direttore generale della Renault Cyrille Guimard ha affiancato con l’ammiraglia Bernard Hinault, ha abbassato il finestrino dell’auto e ha detto al capitano della squadra di togliersi la giacca antipioggia: “La gara sta iniziando ora”.
Hinault deve aver pensato che Guimard fosse pazzo. Potrebbe essere stato metà aprile, ma la gara era stata rovinata da condizioni climatiche freddissime. La neve era caduta dall’inizio della gara e le strade erano fradice di fanghiglia.
Più di 100 corridori avevano abbandonato nella tormenta senza nemmeno raggiungere l’inversione di rotta a Bastogne. Il pro francese Gilbert Duclos-Lassalle dichiarò al quotidiano L’Equipe che alcuni si erano tolti il numero ed erano tornati in hotel per non dover più pedalare, tanto era pessimo il tempo. Ora Guimard stava dicendo a Hinault di togliersi l’unica protezione contro il maltempo che aveva.

“La mia mantellina era fatta di tessuto cerato e all’interno mi sentivo molto caldo”, rifletté in seguito Hinault. “Ma l’ho tolta come da istruzioni e ho deciso che l’unica cosa da fare era pedalare più forte che potevo per mantenermi caldo”.
Indossando solo la maglia gialla e nera della sua squadra Renault, una maglia paragonabile all’addome di un’ape, Hinault ha intrapreso quella che sarebbe diventata una delle imprese più importanti del nostro sport. Davanti a lui c’era Rudy Pevenage, inseguito da un piccolo gruppo di corridori. Hinault accelerò sullo Stockeu, raggiunse gli inseguitori di Pevenage e li riportò sul belga. Alla salita dopo attaccò di nuovo. Nessuno andò con lui.
C’erano ancora 80 km da percorrere e Hinault era solo fra le condizioni meteo più difficili mai affrontate in una gara ciclistica. Così ha fatto quello che ha sempre fatto - ha abbassato la testa per raggiungere l’arrivo... Continua



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