di Fulvia Camisa - 08 ottobre 2019

La tenacia di Sabrina

Il nuovo progetto benefico di Sabrina Schillaci si chiama Race Across Limits Around Italy e l’ha vista pedalare a scopo benefico per 23 giorni

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I limiti si superano con la volontà. È la frase di chiusura dell’articolo che abbiamo dedicato a Sabrina Schillaci più di un anno fa (giugno 2018, pagina 16). Vale la pena riprendere il filo della sua vita sportiva che ha una forte valenza sociale grazie al progetto Race Across Limits.

“Ho iniziato a praticare triathlon a fine 2014 dopo avere assistito casualmente all’Ironman di Nizza. Volevo sfidarmi in questa disciplina, e soprattutto sulle lunghe distanze”. La triplice disciplina le ha dato la possibilità di concentrarsi sulla fatica per distogliere la mente dall’incidente che nel 2007 ha reso tetraplegico suo marito. “Ogni traguardo tagliato e ogni ostacolo superato sono stati la terapia che mi hanno aiutata a sconfiggere la depressione di cui ero caduta vittima da quel giorno. Sono così riuscita a riprendere in mano la mia vita e a travolgere, con un nuovo entusiasmo, anche l’apatia di mio marito”.

Dopo diversi mezzi Ironman, Ironman e un Mondiale age group in Australia ha capito che le mancava qualcosa. “Il mio più grande desiderio era di aiutare e di testimoniare che anche quando la vita sembra metterci davanti ostacoli insormontabili, nel mio caso la disabilità all’improvviso, in realtà abbiamo le forze necessarie per rialzarci e riprendere il cammino”.

È nata così l’idea di “Race Across Limits: pedalare per aiutare chi aiuta”, imprese ciclistiche per beneficenza grazie alle quali raccogliere fondi a favore di C.O.ME Collaboration Onlus, che sostiene le cure osteopatiche di neonati e bimbi disabili. L’anno scorso, quando ha condiviso con noi la sua storia, era in procinto di affrontare un viaggio di 2.200 km da casa sua, nel Milanese, fino a Santiago de Compostela.

L'articolo completo è sul numero 37 di Cyclist.

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