di Rosario Palazzolo - 22 agosto 2019

Sexy con il caschetto. Le modelle tedesche scatenano un caso internazionale

La campagna di sensibilizzazione all'uso dei caschetti, promossa dal Governo tedesco, sta sollevando il dibattito in ogni angolo del mondo. C'è chi le ha definite sessiste e chi le ritiene volgari
1/9

1 di 4

Come vi vedete quando indossate il caschetto da bici? La domanda non è retorica, dopo che la scorsa settimana il ministero tedesco ai Trasporti ha fatto scandalo con una nuova campagna di pubblica sicurezza per incoraggiare i ciclisti a indossare il caschetto. A far discutere non è stata tanto la scelta di incentivare l'uso del casco, più che legittima e anche meritevole, ma il modo, perché negli spot non ci sono né ciclisti né tanto meno biciclette, ma modelle e modelli del Next Top Model tedesco in abbigliamento intimo. Tutti naturalmente con il caschetto in testa. Più che l'ambientazione, a dare adito al dibattito è stato anche il moto della pubblicità: "Sembra merda. Ma mi salva la vita", la frase scritta in inglese su ogni scatto fotografico. In Italia la definiremmo una campagna progresso. I tedeschi, che sono abituati a ben altre campagne di sensibilizzazione, la definiscono una campagna shock. E in effetti sia la frase che modelli e modelle, hanno attratto l'attenzione non soltanto dei ciclisti tedeschi, ma dell'intero mondo. Andreas Scheuer, ministro dei Trasporti tedesco, ha detto che la campagna intende contrastare l'idea che i caschi non siano attraenti.

“Più della metà dei giovani ciclisti si dice che non indossano mai o raramente un elmetto. E perché no? Perché non appare figo. Pertanto, miriamo a giovani per motivarli a indossare un casco per la propria protezione. Le statistiche dell'Istituto di ricerca della mobilità tedesca mostrano che su 17.278 ciclisti analizzati nel 2018, solo l'8% dei giovani ciclisti di età compresa tra 17 e 30 anni indossava un casco. Nel 2017, 3.180 persone hanno perso la vita in incidenti stradali in Germania. Nel 2011 erano stati 4.009 morti. Dunque il governo ha fissato il programma nazionale di sicurezza stradale e ha definito l'obiettivo di riduzione del 40 per cento delle vittime della strada entro il 2020.

Ma questo non è bastato a convincere la politica ad accettare uno spot così bizzarro. Maria Noichl, presidente del comitato femminile del Partito socialdemocratico tedesco (SDP), l'ha definita "imbarazzante, stupida e sessista” aggiungendo “il ministro dei trasporti commercializza la sua politica con corpi nudi".

Katja Mast, un altro membro dell'SDP, ha dichiarato "I soldi dei contribuenti non dovrebbero essere spesi per mettere donne e uomini seminudi sui manifesti."

Su Facebook, Franziska Giffey, ministro federale tedesco per gli Affari Familiari, le Donne e i Giovani, ha pubblicato un selfie in bicicletta, osservando: "Puoi indossare un casco anche quando sei vestito!".

La campagna #helmerettenleben procede comunque. Oltre al dibattito politico e sociale, brand come Abus hanno dato avvio a campagne parallele con slogan come "Appare fantastico. E salva la mia vita”.

Il dibattito sembra tutt'altro che chiuso ed anzi sembra mostrare di giorno in giorno nuove questioni da sviluppare. E' vero, come dice il ministro, gli studi dimostrano che i caschi riducono il rischio di gravi traumi cranici, ma nessuno è in rado di dire quanto siano effettivamente efficaci per ridurre le morti dei ciclisti che sono il punto più debole del traffico. Portare il casco è utile, ma è più utile costruire piste ciclabili sicure e protette. Aspetti di una discussione che andrebbero affrontati anche in Italia, dove proprio in questi giorni è in discussione l'ennesimo provvedimento che vorrebbe introdurre l'obbligo del casco in bicicletta. La sicurezza si combatte con un obbligo? Dalla politica ci si aspetterebbe qualcosa di più efficace e realistico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA