di James Spender - 17 giugno 2019

Shamrock Cycles e la sua gravel da 54 trifogli

Shamrock Cycles con sede a Indianapolis porta le bici gravel a un nuovo livello grazie alla loro esclusiva punta di diamante in acciaio

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Immagini Danny Bird

La questione era portarla nel vicolo, spingerla al suo interno e subito dopo tirarla fuori. “Ma se non la si utilizza per l’uso specifico, qual è allora il motivo?”. Tim O’Donnell, l’uomo dietro a Shamrock Cycles e uno dei più seri artigiani del settore telaistico, risponde alla domanda se la sua ultima creazione in acciaio non sia “troppo bella” per venire utilizzata. Sembra che la donna che l’ha commissionata sia piuttosto preoccupata al pensiero di rovinare la fantastica verniciatura usandola per lo scopo previsto: le corse su ghiaia.

O’Donnell spiega che, grazie anche alla statura minuta della donna, è riuscito a creare questo telaio differenziandolo
da quello standard, senza ricorrere a tubi oversize, raggiungendo la rigidità ideale per un utilizzo agonistico grazie a tubi dalla sezione normale.

Il tubo sterzo è realizzato su misura
da un’azienda americana esperta nelle lavorazioni del metallo, la Paragon Machine Works, i forcellini provengono dal distributore inglese Ceeway, i foderi obliqui del carro sono fatti con tubi True Temper, con la parte terminale proveniente da Samson, specialista giapponese di Keirin, i tubi principali sono dei Columbus Life
 e le congiunzioni sono di Nuovo Ritchie.


Di questa lista gli ultimi due non sono certo elementi ordinari.“Le congiunzioni sono bi-laminate. Rispetto a quelle originali di Nuovo,
le ho lavorate con fresa e lima. Il risultato ottenuto è ben differente da quello originario”, dice O’Donnell. “Per bi- laminazione intendo che ho tagliato
una parte della congiunzione sulla
parte terminale e successivamente saldobrasata, in modo da renderla solidale al tubo stesso con mezza congiunzione nella parte finale (differente da una classica congiunzione che ha due distinte aree di giunzione)”.

Questo telaio è adornato con 54 trifogli, incluso uno nella parte inferiore dell’obliquo che riporta le iniziali della proprietaria incise. O’Donnell fa una stima, ci vogliono dalle diciotto alle quasi trenta ore di lavoro per realizzarli, fissarli sui tubi e quindi rifinirli.

Per le fasi di pre-formaturae saldatura sono richieste circa 4 ore, ma
è la rifinitura dei trifogli che richiede la maggior parte del tempo”, precisa Tim.

L’intera bici viene verniciata, poi bisogna coprire tutte le parti dei tubi a eccezione dei trifogli onde evitare di rovinare la verniciatura. Solo dopo, tramite una micro-sabbiatrice, si inizia a togliere la vernice dai trifogli per portarli alla finitura naturale dell’acciaio inox. Una volta fatta questa operazione si procede con la lucidatura di ogni singolo trifoglio”.

Potrebbe essere ancora più difficile se la vernice che copre i trifogli non fosse così sottile. Fortunatamente per O’Donnell, il suo verniciatore è specializzato nei caschi per i piloti di Formula Uno: “Se stai correndo a oltre 200 miglia orarie, 50 grammi di vernice sul casco possono rappresentare una differenza enorme”.

Non puoi pensare di guardare la TV e farlo perché la verniciatura su metallo esige tanta concentrazione, se sbagli diventa veramente dura fare ritocchi”, aggiunge O’Donnell. “E non parliamo di quanto odio la lucidatura, è a tutti gli effetti un lavoro sporco. Devi avere costantemente tutto sotto controllo e ricordarti che il tempo che ci perdi sopra è qualcosa che devi fare
per qualcuno che ti paga per farlo”. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Giugno 2018

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