AbbracciaMI e Grab: con le due ruote a Milano e Roma

Milano e Roma sono due tra le maggiori città in prima linea per iniziare ad accerchiare i centri cittadini con le biciclette, per toglierla alle auto e ridarla alle persone.

AbbracciaMI e Grab: l’abbraccio delle due ruote a Milano e Roma.

Con AbbracciaMI Milano ha scelto un nome che racchiude in sé l’idea di un vero abbraccio. Più cripitca l’idea di Roma che per rendere bene l’idea di una circonvallazione della Capitale ha ripreso il celeberrimo “grande raccordo anulare”, intitolando la sua ciclovia periurbana “Grab”, ossia Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma.

La filosofia è identica: se conquistare i centri cittadini con le biciclette è un lavoro lungo e complesso, cominciamo ad

accerchiarle. Un concetto che nell’anno del Covid è diventato quasi simbolico.

Quando l’onda delle restrizioni e dei Dpcm ha cominciato a privare i ciclisti della possibilità di uscire dai confini cittadini, migliaia di appassionati di questo sport hanno dovuto cimentarsi in percorsi rompicapo lungo itinerari urbani. Qualcuno ha dovuto fare i conti con le “ristrettezze territoriali” del suo Comune. Chi vive in grandi città come Milano, Roma o Bologna e Firenze, ha potuto scegliere itinerari più fantasiosi. Il “giro intorno ai confini” è diventato per molti ciclisti una impresa. Un modo per cimentarsi in percorsi iconici e ben definiti. In qualche caso dando vita a sfide con gli amici di pedalata.

In piena pandemia è nata AbbracciaMI

AbbracciaMI.

Milano si è fatta trovare più che pronta. AbbracciaMI era tracciata sulla carta da molto tempo.

È bastato unire i puntini tra le piste ciclabili già esistenti e dei tanti parchi che circondano il capoluogo lombardo e si insinuano fino a lambire il centro urbano, per disegnare un inedito itinerario e attraversare una Milano ai più sconosciuta.

La lunghezza totale di AbbracciaMI varia tra i 60 e i 74 chilometri (le variazioni dipendono dal senso orario o antiorario e da piccole deviazioni per esplorazioni estemporanee). Il tempo di percorrenza per l’intero percorso è indicativamente compreso tra le 4 e le 6 ore. Si deve infatti tenere conto che ci si trova in ambiente urbano e che

le velocità sono soggette a semafori, incroci stradali e in qualche punto anche al traffico veicolare. Il dislivello lungo il percorso è quasi inesistente, si parla di circa 200 metri.

Sia chiaro, non è di una pista ciclabile di tipo circolare che stiamo parlando, piuttosto di un itinerario che utilizza sentieri nei parchi, strade secondarie, piste ciclabili e viabilità ordinaria, per circondare la città attraversando ben 25 aree verdi, i quartieri più popolosi e poi fiumi, laghi, rogge, fontanili. Tra questi ci sono Vettabbia, Lambro, Naviglio Martesana, Seveso, Lago di Niguarda, Pudiga, Merlata, Olona, Deviatore dell’Olona, Cava Ongari, Cava Casati, Cava Aurora, Cava Cabassi, Naviglio Grande, Laghi di Assago, Naviglio Pavese, Lambro Meridionale, Cavo Ticinello e decine di altri.

La sfida di Roma

Grab.

A Roma, il Grab è un’infrastruttura ciclopedonale ideata e disegnata da VeloLove tra il 2014 e il 2015 in collaborazione con realtà associative (prime fra tutte Legambiente Onlus, Open House, Free Wheels, TeamDev, Tci) e professionisti del settore.

Oggi, sebbene i lavori progettuali avanzino con interesse e passione crescente, il Grab è percorribile utilizzando molte strade ordinarie ancora non adeguate all’uso dei ciclisti.

Il progetto è complesso e radicale, perché intende incidere realmente sul paesaggio urbano di una città complessa e restituire agli abitanti (attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, riqualificazione del territorio) spazi fisici della città oggi trascurati, abbandonati, degradati.

Non a caso uno dei suoi punti salienti è la completa pedonalizzazione dell’Appia Antica e della sua penetrazione verso il centro fino a Piazza Venezia passando per Terme di Caracalla-Circo Massimo- Colosseo, ricomponendo così la frattura tra Regina Viarum e i Fori Imperiali.

A differenza di Milano, il Grab punta ad essere una vera “tangenzialina” per i ciclisti, con l’obiettivo di ricucire diversi quadranti della città e molte delle sue incredibili bellezze, e offrire la possibilità ai ciclisti di spostarsi in sicurezza su tutta la Capitale. Vuole essere anche il punto di partenza di una serie di percorsi ciclabili che si insinuino in Roma da più parti.

Il Grab passa per via Giulia, il lungotevere, il Quadraro vecchio, la Riserva dell’Aniene, via Guido Reni (è prevista la realizzazione del miglio delle arti tra Auditorium, MAXXI, Ponte della Musica, Foro Italico), la Serenissima, Sacco Pastore (è previsto il ponte ciclopedonale sull’Aniene) e naturalmente Appia Antica e Colosseo.

Il percorso, tutto pianeggiante, si snoda per due terzi lungo vie pedonali e ciclabili, ville storiche e argini fluviali (29,7 chilometri, pari al 66% del tracciato). Altri 15,3 chilometri interessano, invece, strade attualmente destinate alla viabilità ordinaria, tra cui alcune arterie congestionate da un intenso flusso di veicoli motorizzati dove bisognerà attuare una decisa azione di redistribuzione dello spazio pubblico, restituendolo alle persone e togliendolo alle auto.

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