In prova Bmc Roadmachine X One, bici polivalente

L’indizio è nel nome: la linea di biciclette da strada del gigante svizzero presenta un nuovo modello che può andare anche fuoristrada senza sacrificare le prestazioni.

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Bmc Roadmachine X One

È da strada o è una gravel? È una “GRoad”, cioè entrambe le cose

Oltre la strada. Ma non solo gravel. L’ultima frontiera del pedale si chiama “GRoad”, sintesi di Gravel (la “Ghiaia”, non il modello di bici) + Road, ed è una filosofia che abbina la pratica del ciclismo tradizionale con lo spirito di avventura e la voglia di libertà. Il ciclismo sta vivendo una fase che Tobias Habegger, ingegnere progettista di BMC, definisce di “microsegmentazione”, con le Case produttrici impegnate a capire che diavolo di bici voglia il mercato, continuamente animato sui social da sedicenti esperti (alcuni, va detto, sono veramente competenti; ma molti sono semplicemente appassionati), che sfoggiano borse da manubrio e copertoni infangati, snocciolandone recensioni come se fossero vangelo. Il risultato è che oggi i confini tra bici da strada e gravel sono confusi. O, meglio, esistono molte zone comuni tra le due discipline. Ecco a voi, allora, la “Roadmachine X”, una macchina “bivalente”.

Un disegno familiare

Se questa bici sembra familiare, è perché è costruita attorno alla Roadmachine, bicicletta da strada nella famiglia Endurance del brand elvetico. È (quasi) quel modello, ma con una struttura orientata alla versatilità che richiede un mercato impazzito per tutto ciò che è gravel.

Il telaio è in puro stile BMC, con tubazioni sagomate e spigolose, nonché i foderi verticali a innesto basso sul piantone: una soluzione stilistica che una volta era una firma BMC e che ora è presente a pioggia tra praticamente tutti i marchi. Mentre la versione stradale adotta - nei modelli di alta gamma - il cockpit integrato, con i cavi a scomparsa, la “X” presenta le guaine a vista e i classici passaggi interni nella forcella e nell’obliquo.

La scelta non disturba l’estetica del design, che rimane molto elegante e pulito. Per di più, la mancanza di integrazione permette addirittura un piccolo vantaggio: l’adozione di un classico cannotto tondo, invece di quello a sezione squadrata utilizzato sui modelli più costosi, assicura meno grattacapi in caso di eventuali future sostituzioni di componenti.

Il gruppo Sram XPLR, specifico per il gravel, offre una cassetta a 12 velocità, con scala 10-44: praticamente, roba da mtb.

Come sottolinea il nome, l’asfalto è l’habitat naturale della Roadmachine; ma basta dare un’occhiata alla trasmissione della “X”, per capire che questa versione ha un’evidente voglia di strade bianche: la bici monta lo Sram Force eTap AXS XPLR con monocorona da 44 denti abbinata a una cassetta da 12 pignoni che termina con con un generosissimo 44, in rapporto 1:1.

Il modello di serie viene poi fornito con pneumatici WTB Expanse da 32 mm, montati su cerchi CRD-321 in carbonio, Tubeless Ready, da 35 mm. La luce della forcella supporta coperture fino a 33 mm, per cui la versione di serie sfrutta quasi appieno la tolleranza.

Il che porta il ciclista a chiedersi legittimamente dove posizionare questa bici nel panorama “Strada/Fuoristrada” che ho descritto all’inizio. Me lo sono domandato anch’io e la mia conclusione, dopo qualche test, è stata questa: se dimentichi che sia un modello gravel, ti assicuro che con questa bicicletta ti divertirai un mondo.

Asfalto, magari anche un po’ rovinato

In effetti Habegger ha pensato la Radmachine X per il ciclista che trascorre almeno la metà del suo tempo sull’asfalto, lasciandosi tentare solo di tanto in tanto da un fuoristrada leggero, come un sentiero battuto. «Con uno pneumatico da o, almeno, non ti divertirai», sottolinea. Non ha completamente torto: la bici eccelle sull’asfalto quando magari è rovinato o copre solo a tratti la sede stradale e corre via liscia sulle piste tagliafuoco battute; ma non ti coccola affatto quando il gioco si fa difficile, anche se questo ti regala l’intima soddisfazione di portare un modello da strada su un terreno per cui non è pensato. In effetti, con le coperture tubeless, che permettono una pressione minore, diventa divertentissimo scoprire fino a che punto riesci a farla franca.

L’adozione di pneumatici leggermente più larghi non ha alcuna ripercussione negativa: la bici resta veloce, reattiva e confortevole.

Gli pneumatici di serie, invece, sono poco indicati su fango o terreno sdrucciolevole, poiché hanno una scolpitura modesta; ma su fondo battuto e compatto si comportano egregiamente. Non c’è nulla nella Roadmachine - pneumatici maggiorati a parte - che la renda più adatta al gravel rispetto a qualsiasi altra bici Endurance da strada. Dopotutto, ha pur sempre una geometria stradale pura. Allo stesso tempo, però, c’è un minimo flex verticale nel triangolo posteriore per dissipare le sconnessioni più lievi; l’assenza del deragliatore permette una cambiata a prova di scemo anche in condizioni critiche e i freni non lasciano nulla a desiderare, grazie a entrambi i rotori da 160 mm.

Veloce e reattiva

Sulle superfici asfaltate, la Roadmachine X rimane sublime. L’adozione di pneumatici leggermente più larghi non ha alcuna ripercussione negativa: la bici resta veloce, reattiva e confortevole. Soprattutto, rimane efficacemente rigida anche con i rapporti duri. In altre parole, è difficile trovare un modello che esalti la mia guida meglio di quanto fa la Roadmachine X. Anche se, per dirla tutta, devo fare un appunto: sono convinto che su questa macchina la doppia corona avrebbe avuto più senso, in modo da offrire al ciclista una maggior gamma di rapporti, con salti più ravvicinati (uno o due denti), per permettergli di sfruttare al massimo la versatilità “multiuso” di questa bici.

La geometria è di derivazione stradale Endurance, per offrire una posizione confortevole e una sensazione di guida sicura.

Al di là di questa impressione personale, resta il fatto che per gli stradisti alla ricerca di qualcosa in più, la Roadmachine X è un modello da tenere presente: che si tratti di viottoli tra le cascine di campagna o di sentieri sterrati che si dipartono - sconosciuti e attraenti - dalla ordinaria strada asfaltata, questa macchina è una soluzione indovinatissima per percorrerli.

Le caratteristiche

Marca: BMC

Modello: Roadmachine X One

Peso: 8,00 kg (54 cm)

Gruppo: Sram Force eTap AXS XPLR

Ruote: BMC CRD-321 Carbon

Dotazione: Manubrio BMS RAB 02, attacco BMC ICS1, reggisella BMC Premium Carbon D-Shaped; sella Fizik Terra Argo X3; coperture WTB Expanse 700cx32mm.

Prezzo indicativo: € 5.999

Online: bmc-switzerland.com

In alternativa

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Bmc Roadmachine Two. Gli pneumatici da 28 mm non sono il massimo per il gravel, ma la “Roadmachine Two” (€ 5.499) è probabilmente più versatile della “X” grazie alla doppia moltiplica (46/33) che offre più combinazioni a entrambe le estremità della cassetta (10/36)

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