di Dario Marchini - 25 giugno 2019

The Bicycle Rise: insieme sulle strade della Chase The Sun

Si è concluso sulla spiaggia di Tirrenia il progetto The Bicycle Rise, una sfida lunga quattro mesi per imparare a pedalare e ritornare a correre. Un viaggio inseguendo il sole attraversando l'Italia, da est a ovest. Un sogno chiamato Chase The Sun.

1/5 Il Porto Canale di Cesenatico, partenza della Chase The Sun (foto di Pierluigi Benini)

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Dal mare alla montagna, per tornare ancora al mare. Dal mattino alla sera. Dal freddo di un improvviso temporale, al caldo asfissiante del sole estivo. Dagli aspri boschi appenninici alle dolci colline toscane. Da Pantani a D'Annunzio passando per Leonardo Da Vinci. Dalla rilassante e silenziosa campagna alla caotica città. Da est a ovest. Dall'Adriatico al Tirreno. Dall'alba al tramonto. Inseguendo il sole.

Questa è stata la nostra Chase The Sun, un viaggio su due ruote da vivere e condividere. Da assaporare ad ogni pedalata, rubando la scia di un improvvisato compagno o stringendo i denti per abbattere la salita. 275 km (e 3300 m di salita) lunghi una giornata.

Noi abbiamo deciso di provarci in tre, io, Pier e Viola. Una staffetta di centottanta chilometri a testa con un unico obiettivo: viverla. Nessun cronometro da battere, nessun avversario da superare. Solo una giornata da assaporare. Partenza da Cesenatico, attraversando il Porto Canale progettato da Leonardo, lungo un'immaginaria continua via che ci ha condotto proprio verso Vinci, alla sua casa natale.

Le prime pedalate di gruppo le hanno fatte i miei due compagni, trascinati a 40 chilometri orari alle 5 del mattino, dopo che il sole aveva già dato il via alle danze. Una lunga e lenta salita appenninica fino al Valico dei Tre Faggi (Cima Coppi di giornata), resa quasi proibitiva dal fortissimo temporale estivo in scena in quel di Predappio. Tanto affascinante da spettatore, quanto terribile da protagonisti.

La mia partenza è stata in vetta, lanciato verso il Mar Tirreno inseguendo non solo il sole, ma prima il Sieve e poi l'Arno, fin sotto la torre pendente di Pisa. In mezzo un susseguirsi continuo di strappi, tanto dolci quanto cattivi, per riportare nuovamente il testimone a Pier, dopo aver salutato Firenze da una prospettiva del tutto nuova e aver attraversato il Chianti e le sue distese infinite di vitigni verdi. Colline che si sono susseguite a cadenza costante fino all'ultima infinita salita di Buti. Lenta, incessante, invitante. Ultimo sforzo prima del grande finale.

Con il pomeriggio che si trasforma in sera, la discesa verso Tirrenia è stata come rincorrere l'ultima corsa, con il profumo della salsedine a invadere sempre più insistente le narici e la voglia di un bagno fresco a tentare le forze residue delle gambe. Un treno in corsa inarrestabile, seguendo con la coda dell'occhio il sole scendere sempre più veloce per tuffarsi a sua volta in mare. Fermare il cronometro, arrestare il GPS, è stato un po' come sospendere il tempo. Come scattare una foto. Mille frammenti che hanno raccontato una giornata su due ruote.

“Quando mi attacco il numero sulla maglia mi sento sempre in gara – ha confessato Pier - dove c’è sempre uno che arriva primo e uno che arriva ultimo. Ma non alla Chase The Sun. È qualcosa in più. Un'avventura da affrontare (e preparare!) insieme, dall'Adriatico al Tirreno, attraversando il dorso della balena (come lo scrittore triestino Paolo Rumiz chiama gli Appennini). Una piccola grande impresa, una sfida con se stessi, da perseguire lungo un percorso fatto di paesaggi stupendi, dimore storiche e strade dimenticate. La felicità per la scoperta di luoghi mai attraversati, la soddisfazione d'essere arrivato in cima all’ennesima salita, l’imprevista pioggia (un vero e proprio diluvio con fulmini e tuoni per troppi chilometri) poi il caldo torrido. Non semplicemente un viaggio alla scoperta del territorio, ma soprattutto dentro i propri pensieri, consolidati dalla fatica, per lunghi tratti in compagnia di dolori fastidiosi (alla spalla) e di qualche improvviso timore. E una volta raggiunta Tirrenia, quando tutto si è concluso, tramutato in gioia. Questa è stata la mia Chase The Sun”.

The journey not the arrival matters, frase sentita e risentita, ma decisamente calzante per questa avventura, unica, chiamata Chase The Sun – ha raccontato Viola -. Il viaggio è ciò che rimane impresso nella memoria, insieme a tanti piccoli flash: i sorrisi dei partecipanti, gli aneddoti anti-fatica di Dario, le parole dei ciclisti più esperti che ti catalogano come una scalatrice solo perché in salita ti difendi discretamente, il simpatico barista che ti incoraggia dicendoti (orgogliosamente) Vai pantanina! Partiti all’alba, arrivati al tramonto tra pioggia e sole, salite e discese, timbri, ristori e tanta voglia di divertirsi e mettersi alla prova... obiettivo centrato. Il sole l’abbiamo inseguito, raggiunto e superato. Il prossimo? Riprovarci sull'intero percorso. Ma sempre come un'unica squadra”.

Con la Chase The Sun non termina però ancora il progetto The Bicycle Rise. O meglio, finisce la sua parte più legata al ciclismo. Il punto di lancio per ritornare a correre. Da oggi ritornerò a solcare sempre di più le strade anche con le scarpe da running, non solo con la voglia di riprendere i ritmi lasciati, ma anche con la consapevolezza che unire (o alternare) due discipline così vicine, e allo stesso tempo lontane, può portare benefici, sia a una che all'altra.

In sella, poco alla volta la forma sta ritornando. La mente ha ripreso l'abitudine a soffrire, a non cedere, a pensare oltre l'ostacolo. Quello che ho imparato in questi mesi non è stato fine a se stesso, ma è diventata quell'arma in più per fare sempre meglio. Ma soprattutto ho scoperto che si può vivere la stessa strada a velocità differenti, con obiettivi simili da raggiungere, condivisi. E questa sarà la prossima sfida.

L'articolo completo della nostra Chase The Sun, con le fotografie di Pierluigi Benini, sarà in edicola ad agosto sul magazine numero 36 di Cyclist.

Il resoconto di tutta la preparazione per la nostra Chase The Sun è raccontato invece all'interno del progetto The Bicycle Rise (clicca qui) su Cyclistmagazine.it.

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