di Dario Marchini - 18 giugno 2019

The Bicycle Rise: ci siamo

Tre mesi e mezzo di preparazione. Duemila chilometri percorsi. Per essere pronti a pedalare dall'alba al tramonto, da est a ovest, dal mare Adriatico al mare Tirreno. È la Chase The Sun, e tra pochi giorni noi saremo al via.

In preparazione alla Chase The Sun (foto di Mauro Marchini)

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Sono passati esattamente tre mesi e mezzo, da quando ho iniziato la vera e propria preparazione per la Chase The Sun con il mio primo allenamento programmato su MyCycling di Technogym. Non sapevo esattamente a cosa sarei andato incontro, non sapevo nemmeno che cosa aspettarmi veramente. Ma dopo duemila chilometri percorsi in sella alla mia Cinelli Veltrix Caliper so di essere finalmente pronto.

Quando ho scritto il primo articolo del progetto The Bicycle Rise mi ero definito un runner alla ricerca della forma persa. Alla ricerca di un modo per ritrovare la strada giusta. E se quanto fatto in questi mesi avrà dato il risultato sperato lo scoprirò solo tra qualche settimana, quando il traguardo della Chase The Sun sarà tagliato e gli allenamenti di corsa torneranno ad occupare gran parte della mia preparazione.

Oggi oltre a runner, mi sento anche un po' ciclista. Magari non di quelli che si sparano trecento chilometri alla volta o di quelli che scalano vette e passi come fossero strade di campagna. In queste settimane ho imparato ad apprezzare un mondo che si muove ad una velocità diversa, a volte anche su strade diverse. Con l'aria fissa ad accarezzare il viso e l'occhio attento alla ricerca sempre di una nuova salita.

La Chase The Sun sarà la prova del nove e magari anche il trampolino di lancio per nuove avventure. Mancano solo quattro giorni all'alba di Cesenatico e tutto è ormai pronto.

Con Pier e Viola (e il resto della squadra che ci supporterà) abbiamo pianificato tutta la gara. Saranno loro due a dare il via al nostro viaggio di 275 km.

Al 94 km, dopo il Valico dei Tre Faggi, darò il primo cambio a Pier e affiancherò Viola fino al 174 km, a Carmignano. Sarà poi il suo turno di riposo e con Pier affronteremo insieme l'ultimo tratto di percorso (di 100 km) fino a Tirrenia.

Nessuna fretta di arrivare, nessun traguardo da tagliare il prima possibile. Solo la voglia di goderci insieme questa attraversata nel giorno più lungo dell'anno, che racconteremo poi sulle pagine di Cyclist, con parole e immagini.

Non nego che, a posteriori, la tentazione di azzardare l'attraversata in solitaria l'ho avuta. Un'idea che solo quattro mesi fa non mi sarebbe mai passata per la testa. Ma pedalando (come correndo) ho capito che tutto è possibile, anche ciò che sembra irraggiungibile.

Forse ancor più che con la corsa, l'allenamento indoor su MyCycling di Technogym, sul lungo periodo, ha dato i risultati sperati. Un aumento costante della potenza, una stabilizzazione del cardio e una forma che poco a poco è arrivata (o tornata). Allenamenti di qualità, con ripetute in sequenza e cadenza bassa (per simulare la salita), che inizialmente mi spaventavano, sono diventate il normale percorso di ogni seduta. Con la sola incognita di essere in grado di replicarle quando i chilometri percorsi sarebbero poi aumentati.

E dopo le prime lunghe uscite in strada ogni dubbio è passato. Estenuanti pedalate in solitaria per aggiungere chilometri alle gambe e ore in sella, che alla fine mi hanno regalato quella sicurezza di cui avevo bisogno. Quella certezza di essere in grado di affrontare la sfida a testa alta, godendo di ogni goccia di sudore versata. Dall'alba al tramonto.

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