Trek Domane SLR 9, velocità e versatilità

La Domane SLR 9 è la bici da strada endurance di Trek che ha introdotto diverse novità, dai disaccoppiatori all'utilizzo di gomme fino a 38 mm e oltre. Non ultimo, BITS, il tool di stoccaggio integrato Bontrager.

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Trek Domane SLR 9.


Modello Trek Domane SLR 9

Gruppo Shimano Dura Ace Di2

Ruote Bontrager Aeolus XXX 4

Dotazione manubrio Bontrager Pro IsoCore VR-CF, attacco Bontrager XXX, reggisella Bontrager seatmast, sella Bontrager Arvada Pro, pneumatici Bontrager R4 25 mm

Peso 7.67 kg

Prezzo 12.099 euro

Contatti trekbikes.com

La prima Domane ha ridefinito i canoni di una bici endurance. L’innovativo concetto introdotto con la tecnologia IsoSpeed di Trek – un disaccoppiatore orientabile che separa la flessione del tubo reggisella dal resto del telaio, in grado di offrire maggiore compliance verticale senza compromettere la rigidità ove necessaria – ha inaugurato questa fortunata gamma nel 2012. Il connubio risultante tra comfort eccezionale e prestazioni da gara ha aiutato Fabian Cancellara a vincere una corsa dura come le Strade Bianche alla prima uscita ufficiale della bici.

Nel 2016, Trek ha reso l’IsoSpeed posteriore regolabile e ne ha introdotto uno simile a quello originale nella parte anteriore, a livello dello sterzo, per ammortizzare anche gli impatti frontali. Ancora una volta è stato un successo.
La nuva generazione ha molto per cui far parlare di sé.

Nuovi orizzonti

“Abbiamo assistito a veri e propri cambiamenti nel modo in cui le persone guidano una bici da strada”, afferma Jordan Roessingh, responsabile dei prodotti Trek nel segmento Road. “Si cerca la possibilità di poter guidare su più tipi di superfici. Noi abbiamo recepito questa richiesta e ci siamo quindi concentrati sulla versatilità, assicurandoci di mettere a disposizione del ciclista molteplici soluzioni”.

A tal fine, sulla Domane SLR sono state introdotte una serie di nuove funzionalità. In primo luogo, implementa sul tubo orizzontale la stessa versione di IsoSpeed (a forma di L) utilizzata per la più recente versione della Madone, il modello aero dell’azienda. Questa miglioria non solo offre più comfort, ma risulta anche più facile da regolare. Preferisco anche la sua nuova collocazione sulla bici: più in alto e quindi ben lontano dalla sabbia e dalla sporcizia sollevata dalla ruota posteriore.
Trek afferma che il nuovo IsoSpeed aumenta del 27% la compliance posteriore della Domane SLR. Per contestualizzare la cosa, ciò renderebbe il nuovo telaio performante in rigidità quasi quanto il modello precedente lo era in tollerabilità.

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Trek Domane SLR 9.

La mia opinione è che sia una percentuale un po’ gonfiata e, sempre parlando di comfort, stranamente ritengo migliore l’ultima Madone piuttosto che questa Domane. Questo non vuol dire che Domane non sia una bici molto comoda, ma sembra meno abile nel gestire gli impatti piccoli rispetto al modello precedente. I colpi più grandi sono invece assorbiti magnificamente bene.

Trek ha anche aggiunto più controllo nel suo sistema IsoSpeed, che risulta quindi meno “rimbalzante”, anche se ho riscontrato che la punta della sella può inclinarsi mentre il tubo reggisella si flette. Se si imposta la bici nella modalità rigida ciò è meno evidente, diversamente si possono riscontrare lievi fastidi alla regione perineale. Per ovviare a ciò basta inclinare la punta della sella, ma è qualcosa di cui essere consapevoli.
L’IsoSpeed anteriore, che è rimasto invariato rispetto alla versione precedente, continua a fare il suo dovere. È sufficiente a limitare i grossi urti e (insieme al manubrio antivibrazioni IsoCore in carbonio realizzato da Bontrager) pure a rendere il fronte anteriore discretamente scorrevole.
È importante sottolineare che il comfort non è ottenuto a scapito delle prestazioni. In effetti, l’ultima Domane è migliorata molto in termini di velocità.
“Tutti vogliono andare veloci, indipendentemente dallo stile di guida, e quindi in questo nuovo telaio l’aspetto aerodinamico è preso molto in considerazione”, afferma Roessingh. “Non siamo ai livelli della Madone, ma abbiamo comunque apportato consistenti migliorie apprezzabili alle velocità tipiche del ciclismo amatoriale (30-35 km/h)”.
Trek non ha quantificato questi guadagni aerodinamici e anche io non sono in grado di farlo, ma posso dire che il nuovo telaio, aiutato dalle eccellenti ruote Aerolus XXX4 di Bontrager, rappresenta un notevole passo in avanti in termini di ritmo, considerando i miei abituali percorsi.
Sono rimasto talmente impressionato dalle caratteristiche corsaiole di questa bici, da domandarmi se stia invadendo lo spazio occupato dalla Madone. Alla fine ciò non accade, ma quella che una volta era una differenza marcata ora è solo una linea sottile. Naturalmente, Domane è ancora la scelta giusta per chi fa endurance e consente alla mia scricchiolante colonna vertebrale di correre ancora in una posizione abbastanza bassa.

Gioco di gomme

Una caratteristica che distingue nettamente la Domane dalla Madone è la compatibilità delle gomme. Nonostante la bici qui provata adotti pneumatici standard da 25 mm, la nuova Domane ha spazio per misure maggiori. Trek suggerisce fino a 38 mm – ma anche di più, se si ignora il consiglio di lasciare 4 mm di spazio attorno alle gomme. Non c’è inoltre nessun problema ad accoppiare pneumatici abbondanti (32-35 mm) con parafanghi lunghi, per i quali sono presenti appositi supporti ben nascosti.

Fa tutto parte della versatilità di cui parlava Roessingh. E non abbiamo ancora considerato la caratteristica più singolare della Domane…
Si chiama BITS (tool di stoccaggio integrato Bontrager) e si tratta di uno spazio ricavato all’interno del tubo obliquo, al quale si accede tramite un coperchio a sgancio rapido su cui è montato il portaborraccia. All’interno di questo spazio c’è una custodia appositamente progettata per riporci una camera d’aria con il relativo kit di sostituzione, una bomboletta di CO2 e, secondo i miei calcoli, c’è anche spazio per un gilet d’emergenza.

È una buona idea, consente di evitare di riempire le tasche della maglietta, ma nutro qualche dubbio a riguardo. Il coperchio non è fissato ermeticamente e – con sopra una borraccia piena e il portaborraccia – durante la guida si percepisce una vibrazione, specialmente su terreni sconnessi. In realtà, durante i miei test non ha prodotto nessun rumore aggiunto, ma la mia preoccupazione riguarda un uso prolungato nel tempo, che causerà usura e quindi un’inevitabile rumorosa vibrazione.

“Un relativo scorrimento tra il coperchio e il telaio ci sarà (con la borraccia piena a carico), ma non ci aspettiamo che il coperchio col tempo si allenti”, dice Roessingh. “Nel caso però qualcosa vada storto, forniamo coperchi di scorta facilmente sostituibili”.
Trek mi ha inviato un coperchio nuovo e la cosa è migliorata, ma sono rimasti alcuni movimenti chiaramente visibili. Non è un grosso problema, ma mi sono chiesto cosa avrei pensato se, dopo aver comprato una Porsche nuova, mi fossi accorto che il vano portaoggetti era traballante.
Avrei dovuto accettare la cosa su una bici di questa fascia di prezzo? Si tratta però di un piccolo neo che non offusca la brillantezza del progetto Domane. Mi congratulo innanzitutto quindi con Trek per la sua innovazione – il vero motivo alla base del successo di questa bicicletta.

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