Tubeless: pronto e sigillato

Il tubeless continua a guadagnare sempre più popolarità tra i ciclisti, per questo trovare il giusto liquido sigillante non è mai stato così importante come oggi.

Anche se la tecnologia tubeless per le bici da strada risale al 2006, non esiste ancora un sistema che possa garantire una precisa corrispondenza tra marchi di ruote e pneumatici. Inoltre, gli pneumatici tubeless stanno diventando sempre più leggeri ed elastici, rendendo le forature sempre più frequenti. Per questo riuscire a trovare un sigillante di buona qualità è più importante che mai.

Ma perché è necessario utilizzare un sigillante? “Il sigillante per Tubeless è un liquido che va iniettato nella cavità creata tra cerchio e pneumatico”, spiega James Wellman di Paligap, distributore nel Regno Unito di Stans NoTubes, il primo sigillante per biciclette in circolazione da 15 anni. “Il suo ruolo principale è quello di impedire all’aria di fuoriuscire a causa di una foratura, permettendo di continuare a pedalare”.

“Il sigillante elimina del tutto le forature permettendo di non dover portare con sé pneumatici e kit di riparazione non necessari”, aggiunge John Vargus, fondatore del marchio di sigillanti Orange Seal. “Il sigillante per pneumatici tubeless ha trasformato la foratura da un calvario di 15 minuti per rattoppare la camera d’aria e lasciarla asciugare, o montarne una nuova, ad un evento che spesso non ci si accorge nemmeno di aver subìto”.

Ciò che intende è che un sigillante efficace ha la capacità di tappare quasi istantaneamente un buco lasciato da un oggetto estraneo che perfora lo pneumatico. “L’alta pressione dell’aria interna spinge il sigillante fuori dal foro”, spiega. “Il sigillante poi si solidifica per creare un tappo che essenzialmente diventa parte dello pneumatico”.

“È come quando ci si taglia”, dice Wellman. “In questo caso il sangue è il sigillante, che scorre fuori per creare un coagulo, poi si indurisce, formando una crosta”.

Generazioni più recenti di sigillante hanno additivi, come cristalli di lattice, Kevlar o semplicemente dei glitter. Per estendere l’analogia sangue/taglio, questi additivi agiscono come piastrine, fornendo particelle che riempiono fisicamente lo spazio nei buchi più grandi in modo che il sigillante abbia qualcosa intorno a cui solidificarsi.

Tappare i buchi

Il sistema comunque non è infallibile. Se parlate con qualche ciclista che utilizza i tubeless, probabilmente vi racconterà di qualche problematica legate all’utilizzo del liquido sigillante.

Il sigillante non è in grado di far fronte a squarci troppo grossi. Ma oggi esistono strumenti che permettono
di inserire un tappo nella foratura. Questi tappi forniscono la barriera fisica attorno alla quale il sigillante può agire riempiendo qualsiasi piccola fessura sia rimasta.

Dynaplug offre uno strumento raffinato mirato allo scopo, così come Stan’s NoTubes. “Stan’s Dart non solo fornisce una barriera fisica, ma reagisce chimicamente con il sigillante Stan’s per legarsi allo pneumatico”, spiega Wellman. “Quello che sarebbe dovuto essere uno pneumatico destinato alla spazzatura può invece continuare a essere usato normalmente”.

La combinazione di formule di sigillanti sempre più efficaci e di tasselli tubeless sempre più raffinati, oggi permette di dimenticare le camere d’aria. Se lo pneumatico è danneggiato così gravemente da non poter essere riparato con un sigillante e un tappo, una camera d’aria non fornirebbe comunque una riparazione sicura.

Considerando le capacità di riparazione dei moderni sigillanti e dei rispettivi tappi, gli pneumatici tubeless hanno il potenziale per rimanere sulle ruote di un ciclista per molto tempo. Questo significa che quantità
e condizione del sigillante devono essere controllati regolarmente. Ma anche questo lavoro sta diventando più semplice e veloce.

“Il controllo del sigillante in passato consisteva nel rimuovere una parte di pneumatico dal cerchio e controllare a occhio ciò che c’era all’interno”, spiega Vargus. “Oggi viene invece utilizzata un’astina con la quale si può controllare il livello del sigillante attraverso la valvola. Tutto ciò che si deve fare è semplicemente rimuovere il nucleo della valvola”.

Anche l’installazione iniziale del sigillante è altrettanto indolore. Marchi come MilkIt usano siringhe e iniettori che pompano il sigillante attraverso la valvola.

“I livelli di sigillante possono essere controllati accuratamente”, conferma Wellman. “Stan raccomanda 75-100 ml per pneumatico stradale e il sigillante può durare fino a sei mesi a seconda delle condizioni”.

Orange Seal suggerisce 40-59 ml per pneumatico, e Vargus conferma che la sua durata è altrettanto variabile.

“Pneumatici poco usati, piccole forature e giornate calde e umide asciugano il sigillante più velocemente. Considerando quanto sia facile da controllare, non c’è motivo per cui non si debba poterne tenere sotto controllo il livello”.

I ciclisti possono anche migliorare le prestazioni del sigillante adattando la loro scelta all’ambiente in cui sono soliti pedalare. La maggior parte delle marche oggi produce diversi tipi di sigillante.

Orange Seal ha tre formule - una regolare, una di lunga durata e una per le temperature fredde -, mentre Stan’s ne offre due: una formula regolare e una da gara. Quest’ultima contiene cristalli di lattice più grandi, quindi sigilla fori più grandi e si asciuga più velocemente. “Ci sono così tante variabili nelle formule che i sigillanti continueranno a durare più a lungo e a sigillare fori sempre più grandi”, sostiene Wellman. “C’è solo una strada che può percorrere il tubeless. Ed è verso l’alto”.

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