a cura della Redazione - 07 giugno 2019

Sfida all'Everest in bici: l'impresa di Daniele Sala

L’impresa su due ruote di un imprenditore brianzolo per dire al mondo che nulla è impossibile quando c'è la passione.

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Sono le visioni e i sogni più grandi il motore delle imprese più ambiziose e dei progetti meglio riusciti.

Questa frase, che ricorda nel concetto un po’ il 'Stay Hungry, Stay Foolish' di Jobs a Standford, racchiude in sé l’essenza dell’ultima fatica di Daniele Sala e di un certo modo, il suo, di essere visionario e ambizioso; tanto nello sport, quanto nella professione.

Daniele è un imprenditore tessile brianzolo che ha fatto crescere negli anni Dama Sportswear, un’azienda che opera nel mondo della produzione dell’abbigliamento ciclistico personalizzato e che è oggi un riferimento per molti team e per tutti gli appassionati delle due ruote a pedali. La stessa tenacia che quotidianamente Daniele mette in azienda, l’ha portato quest’anno a compiere un’impresa di grande spessore tecnico e umano sull’Everest.

A fine aprile infatti Daniele, insieme ad altri compagni di viaggio, è partito con lo scopo di raggiungere in Mountain Bike gli oltre 5000 metri di quota del Campobase dell’Everest EBC. Un tracciato fattibile e già molto battuto a piedi, ma difficilmente percorribile sulle ruote grasse, è stato quello percorso dal gruppo.

Dal 2016 a oggi sono state moltissime le spedizioni affrontate sulle due ruote da Daniele Sala.

Nel 2016 ha preso parte alla gara più alta in quota al mondo, con una crono scalata al Khardung (passo carrozzabile più alto al mondo con 5.359 m s.l.m.) che si trova nella regione di Ladakh in India, tra le catene montuose del Karakorum e dell'Himalaya.

Il 2017 è stato l’anno di un lungo viaggio in Marocco, con 700 km affrontati in totale autonomia in mtb nella catena montuosa dell’alto Atlante

Nel 2018 i viaggi in Israele sono stati due, uno in mtb nel Deserto del Negev verso il Cratere Ramon e uno in bici da corsa dal Mar Morto a Tel Aviv.

Quest’anno poi, prima di affrontare l’Everest, Daniele ha preso parte alla gara invernale Rovaniemi 150, gara invernale in mtb nella capitale della Lapponia, nel Nord della Finlandia.

Un progetto nel progetto è quello che ha visto Paolo Franceschini, comico di Zelig e Colorado e parte del team dell’operazione insieme a Daniele, mettere inscena ai 5000 metri del Campo Base un vero e proprio spettacolo di cabaret, “The Highest comedy show”, ovvero lo show comico più alto al mondo. Quella dell'amicizia tra Paolo e Daniele è una storia che va oltre la condivisione di una passione per la mountain bike e che trova la proprie radici nell’adesione ad ADMO, l’Associazione Donatori di Midollo Osseo. Daniele è stato infatti donatore di Midollo e Davide un ricevente.

C’è poi una storia nella storia da raccontare a questo punto. A rendere ulteriormente straordinaria la performance di Sala, sono state le condizioni fisiche e di salute nelle quali si è trovato a partire. In uno dei frequenti viaggi per lavoro in Camerun nel mese di febbraio infatti, Daniele ha contratto la malaria. Riconosciuti con molto ritardo i sintomi dell’infezione, l’imprenditore se l’è vista veramente brutta, con deficit organico importante, che ne sconsigliava fortemente la partenza per l’Everest fino alla vigilia e con moltissime riserve a riguardo da parte del personale medico che l’ha avuto in cura. La volontà di Daniele e la sua caparbietà hanno invece avuto la meglio e il programma della spedizione è stato rispettato così come da progetto iniziale. Ulteriore riconoscimento e premio alla sua forza di volontà è arrivato proprio in questi giorni, con la refertazione delle ultime analisi ematiche, che hanno visto una crescita complessiva migliorativa, di tutti i valori.

"Nella mia vita personale e professionale – ha commentato Sala - ho avuto in più di un’occasione la dimostrazione che soltanto le grandi passioni possono essere il motore migliore e privilegiato per la riuscita dei progetti più ambiziosi. Anche traguardi che all’inizio di un percorso possono sembrare fuori misura rispetto agli strumenti a disposizione per raggiungerli, possono rivelarsi invece attingibili se a fare da catalizzatore sono il desiderio di riuscire e una grande carica emotiva. Credere profondamente in ciò che si sta facendo è stata l’essenza di #sisipuofare; non si è trattato di una trovata di marketing o di uno slogan fine a se stesso. Io sono certo e realmente convinto che non esistano problemi irrisolvibili o obiettivi irraggiungibili se si ha in testa lucidamente la meta e se si lavora con costanza, determinazione e una sana dose di ossessione".

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