di Paolo Della Sala - 05 dicembre 2019

La scelta della copertura

Abbiamo testato i Vittoria Corsa Control Graphene 2.0, copertoncini perfetti per affrontare percorsi misti. Di alta gamma, hanno un elevato grado di tecnologia e quattro differenti mescole a base di Graphene

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Fra i copertoncini a vocazione invernale o da lunghi chilometraggi, abbiamo testato la nuova versione dei Vittoria Corsa Control Graphene 2.0, disponibile sul mercato sia in versione nera sia nell’elegante versione old style (quella che abbiamo scelto per il nostro test sul sito cycletyres.it).

Si tratta di una copertura molto duttile che, nel 2018, ha accompagnato il belga Tiesj Benoot nella sua vittoriosa cavalcata alle Strade Bianche. È, quindi, il copertoncino perfetto per i percorsi misti. Va detto subito che, esteticamente, l’impronta del battistrada si presenta davvero accattivante, un mix di antico e di contemporaneo che richiama sia le bici di una volta sia, nella sua parte centrale, il mantello dei copertoni del mondo dei motori.

Si tratta di un prodotto di alta gamma, con un elevato grado di tecnologia e quattro differenti mescole a base di Graphene. Sul piano delle prestazioni, il Control si differenzia dalla versione Corsa per un peso lievemente superiore (tra i 10 e i 20 grammi) e un battistrada maggiormente scolpito. È disponibile in tre versioni: da 25, 28 e 30. Tutto ciò lo rende leggermente meno scorrevole della versione puramente stradale, ma un po’ più resistente e confortevole.

Il copertoncino, nel corso delle prove cui è stato sottoposto, ha retto molto bene l’impatto con i vari tipi di asfalto, rispondendo ottimamente alla frenate anche brusche senza rilasciare i segni di frenata se non in caso di sollecitazioni violente.

La parte laterale del battistrada era, al termine della prova (l’ho testato per circa 350 chilometri), sostanzialmente integra. Qualche segno maggiore nella parte centrale, dovuto con ogni probabilità ai percorsi effettuati su strade bianche ricche di ghiaia fine.

Ho anche approfondito le caratteristiche del copertoncino esaminandone la review su siti di buona indipendenza (fra gli altri il più completo: bicyclerollingresistance.com) che ne hanno certificato l’eccellenza con ottime performance in termini di resistenza alle forature. Per info visitate il sito cycletyres.it.

Il battistrada laterale e centrale dopo circa 350 chilometri risulta ancora piuttosto integro

Affrontare una stagione a rischio scivolate come l’autunno e l’inverno (gelo, pioggia, strade più sporche) necessita di una consapevole e assennata scelta delle coperture. Una prima riflessione riguarda l’ampiezza dell’offerta sul mercato, così ampia ormai da confondere: non sono solo tante le aziende produttrici, ma ciascun marchio propone un’infinità di prodotti a volte esteticamente simili e, tuttavia, con un’escursione di prezzi che in assenza di qualche nozione di base appare incomprensibile o, peggio, immotivata.

È quindi importante saper riconoscere la qualità in base alle caratteristiche costruttive più semplici. Un secondo aspetto riguarda le misure, un ulteriore fattore di disorientamento tra pollici, sistema francese, ETRTO eccetera.

Infine è utile capire di cosa si necessita. Per esempio, se mi devo allenare in inverno o affrontare strade bianche, forse non è il caso di montare pneumatici destinati a circuiti su asfalto quasi perfetto.

Il T(read)P(er)I(nch) è indicato con TPI ed è un parametro non sempre decisivo, ma certamente molto importante nella determinazione della qualità di uno pneumatico. Il suo acronimo significa filo per pollice e indica la quantità di filamenti per pollice quadrato utilizzati per formare la carcassa del copertoncino.

Più è alto il coefficiente TPI e più il copertoncino sarà leggero e scorrevole anche se non necessariamente robusto (questo dipende dai materiali). Il prezzo di un copertoncino da corsa è in pratica direttamente proporzionale al suo numero di TPI. Per esempio, fra due pneumatici di bassa gamma, rispettivamente con 26 e 60 TPI e quello di alta gamma della medesima azienda (320 TPI) c’è una differenza di prezzo di circa sette e 3,5 grandezze (10, 20 e 75 euro) mentre il peso, inversamente, sarà di 380, 335 e 240 grammi.

Perché questa differenza? Perché tra un filo e l’altro c’è gomma, che pesa molto, scorre meno, ed è molto meno flessibile e confortevole; e costa poco. Tutto questo, in linea di massima, incide sul coefficiente di scorrevolezza o rotolamento portando a una perdita di potenza concretamente espressa che può arrivare, ragionando per estremi, al 5-8% dei watt complessivi che un ciclista può esprimere. Stando all’esempio di prima, fra lo pneumatico da 26 e quello da 320 TPI c’è una differenza massima, a parità di tutte le altre condizioni e col variare della pressione di gonfiaggio, da un minimo di 3/5 watt sulle alte pressioni a un massimo di 7/10 sulle basse, per pneumatico.

Da un punto di vista della resistenza alle pinzature, se si sta al solo parametro TPI, più questo è alto e più il copertoncino è delicato. Tuttavia a migliorare la prestazione da questo punto di vista intervengono i materiali impiegati che, ancora una volta, incidono sul prezzo ma, anche, sulle prestazioni in termini di durevolezza e sicurezza.

Oggi, i copertoncini di gamma medio-alta impiegano materiali altamente sofisticati per aumentare la resistenza alla foratura, per esempio il Kevlar o il Graphene. Il tipo di materiale, la sua quantità e distribuzione e il procedimento industriale di fabbricazione sono fattori che incidono sulla qualità del prodotto. Un ultimo fattore da considerare, nella scelta di una copertura, è rappresentato dal battistrada: in realtà, se ragioniamo in termini di corsa pura su strada, l’impronta del pneumatico in una bicicletta non ha un rilievo determinante.

Coperture più o meno scolpite, con disegni incisi lateralmente a indicare una sorta di funzione per disperdere meglio l’acqua non differiscono l’un l’altra in misura significativa (soprattutto per un dilettante) se l’utilizzo è puramente stradale: il battistrada, invece, è molto più importante nel ciclocross e in mountain bike. Se, tuttavia, l’impiego sarà di tipo misto (quindi anche con strade bianche) o con meteo meno favorevole (tipicamente autunno-inverno) è certamente opportuno dotarsi di copertoncini più “pesanti”, con una mescola meno dura così che la tenuta, soprattutto laterale, sia più efficace.

Questi pneumatici sono tipicamente indicati dalle case produttrici come funzionali alle stagioni meno favorevoli climaticamente o a terreni più accidentati e, normalmente, scontano nell’alta gamma solo pochi grammi di differenza rispetto ai colleghi più corsaioli (20-30 grammi), ma sono meno scorrevoli pagando lo scotto della loro miglior tenuta e robustezza.

Se, quindi, pensate a uscite invernali o, a ogni modo, volete un copertoncino versatile e robusto potete certamente orientare la vostra scelta su questo tipo di modello.

Analizziamo un 700x25c, un ETRTO 25-622 o un 28x1’. Scelta difficile? Nemmeno tanto visto che stiamo parlando dello stesso pneumatico le cui caratteristiche sono descritte con il sistema francese, lo standard europeo e quello in pollici. Allora come si fa a orientare una scelta in mezzo a questo coacervo di numeri e sigle?

Si procede con una semplificazione e, per prima cosa, non si tiene conto del sistema di misurazione in pollici, tipico della mtb. È certamente sufficiente tenere presenti gli altri due che, per le bici da corsa (e pure le gravel), vi serviranno anche per l’acquisto delle camere d’aria.

Essendo a tutti noto che, in linea di massima, i cerchi delle bici da corsa sono, come si suol dire, da 28 (pollici). Allora considerate che, per la vostra bicicletta, oggi come oggi sono tendenzialmente utilizzabili tre misure principali di pneumatico: 23, 25 e 28 (ovviamente, su una gravel, su una bici da ciclocross o su bici da corsa particolari, si possono montare misure più larghe, da 30, 32, 35).

Una volta si pensava che più sottile era il pneumatico più scorrevole risultasse: ricordo terrificanti copertoncini “del 20” che avevano un cuscino d’aria così sottile che un blocco di granito poteva sembrare una poltrona, al confronto. Poi si è capito che, a parte l’importanza di salvaguardare la propria anatomia, i copertoncini più larghi, pur lievemente meno scorrevoli, compensavano ampiamente questo limite con una minore dispersione di energia oltre che offrire una maggior superficie di appoggio in curva con aumento della sicurezza.

Ne deriva che, per l’inverno, sarebbe opportuno dotarsi di copertoncini tendenzialmente “del 25” e, certamente, non sotto il “23”. Quindi la misura che dovete cercare sul vostro pneumatico sarà 700x25c (cioè un copertone con un diametro esterno di 700 mm e una larghezza di 25 mm) o, secondo la più precisa misurazione ETRTO, un 25-622 (larghezza 25 mm e diametro interno di 622 mm).

Per misure superiori (per esempio 700x28c = 28-622), soprattutto se avete bici molto “tirate”, controllate prima che vi sia abbastanza luce fra cerchio e forcella per evitare di comprare un costoso prodotto che finisce con lo sfregare sulla gola della forcella.

Le scritte sui copertoncini indicano le dimensioni col sistema francese (700x25c) e con lo standard ETRTO (25-622). A destra invece la pressione minima e massima

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