di Stu Bowers - 19 luglio 2019

Vittoria Qurano 46, le prime ruote al grafene

Per la prima volta il grafene, materiale super performante, viene utilizzato nelle ruote da strada. Ma quali sono gli effettivi vantaggi? Ecco la nostra prova

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Peso 1,312 g (la coppia) Profondità cerchio 46 mm posteriore, 42 mm anteriore Ampiezza cerchio 23 mm esterno Raggi 21 posteriore, 16 anteriore Prezzo 1.800 euro (Iva inclusa)


Vittoria ha battuto i suoi concorrenti nell’essere la prima a introdurre il grafene per le ruote in carbonio. È un materiale nuovo, che potrebbe rappresentare il più significativo passo avanti nella costruzione di ruote per bicicletta, da quando la fibra di carbonio ha spodestato l’alluminio, più di una decade fa.
Il grafene è considerato un materiale prodigioso. La sua scoperta, compiuta da Andre Geim e Kostya Novoselov all’università di Manchester nel 2003, fu considerata un contributo così significativo alla scienza da far guadagnare a entrambi il premio Nobel. Il grafene è un singolo strato di atomi di carbonio, 0,3 nanometri di spessore – almeno un milione di volte più sottile della la carta su cui è scritto questo articolo – ed è 150 volte più forte dell’acciaio, nonché più elastico del 20%. Conduce l’elettricità meglio del rame o dell’oro e dissipa il calore velocemente, pur essendo trasparente e totalmente impermeabile. Cosa ci guadagniamo aggiungendolo alla matrice composita del carbonio di una ruota?
Vittoria fa alcune affermazioni piuttosto audaci circa i miglioramenti che il grafene esercita sulle proprietà meccaniche delle Qurano: migliore dissipazione del calore del 10%, riduzione del peso del 15%, 18% in più di resistenza agli impatti, 20% di forza in più a livello dei fori per i raggi, compliance migliorata del 24% e rigidità laterale del 50%. Anche se Vittoria dichiara che questi risultati sono stati verificati da un laboratorio esterno, per verificare queste affermazioni dovremmo distruggere le ruote per testarle a fondo. Meglio, quindi, organizzare una prova approfondita su strada; la facciamo abbinando alle Qurano un set di tubolari Vittoria Corsa SC da 25 millimetri.

La più audace delle affermazioni di Vittoria riguarda la rigidità laterale, il cui fondamento, si sostiene, è la forma particolare del cerchio, disegnata per bilanciare gli angoli dei raggi sui lati sinistro e destro, per ottenere una tensione delle ruote più uniforme. In questo caso, qual è il ruolo del grafene? È stato aggiunto alla resina per rendere i cerchi più rigidi e incrementare la resistenza in prossimità dei fori dei raggi. Durante le prove le Qurano si avvertono molto rigide negli gli sforzi più disparati, risultando più stabili di qualsiasi altra ruota si sia mai provata. Abbiamo intervallato le prove con uscite nelle quali abbiamo utilizzato tubolari Zipp Firecrest 202 e Bontrager Aeolus 5 – due dei nostri preferiti – ma quando siamo tornati a usare le Vittoria non abbiamo percepito un passo indietro. La performance è stata quasi equivalente.
Con il peso vicino ai 1.300 grammi la coppia, la combinazione di basso momento di inerzia e solida qualità di costruzione regala una sensazione di efficacia e reattività – esattamente ciò che si vuole da ruote da gara. In salita danno la sensazione di spinta in avanti, e anche sulle pendenze più ripide non hanno battuto ciglio. Inoltre non c’è la minima traccia di sfregamento sui freni, cosa impressionante visto che le coperture Vittoria sono più economiche rispetto alle Zipp o alle Bontrager prima menzionate.
Il profilo del cerchio delle Qurano è abbastanza ampio - sono 23 millimetri misurando esternamente - ma non è così ampio come quello di alcuni marchi che spingono oltremodo i limiti dello sviluppo del cerchio, come per esempio Enve e Zipp (rispettivamente di 27 e 27,8 millimetri).
La profondità del cerchio anteriore è di 42 millimetri, mentre al posteriore è di 46 millimetri. Anche se è arduo quantificare la performance aerodinamica con dei test su strada, le Qurano sembravano alla pari con le più profonde (e ampie) Bontrager Aelous 5. Una caratteristica apprezzabile delle Qurano è stata la stabilità alla folate improvvise di vento laterale.
Uno dei potenziali inconvenienti dei cerchi in carbonio è l’efficacia della frenata, ma a questo proposito le Qurano erano ben sopra la media. Il morso iniziale delle pastiglie (fornite) sembra debole, ma non c’è cosa peggiore di un freno stretto all’inverosimile. La forza frenante entra in gioco man mano che si agisce sulle leve e, infine, si rivela efficace in condizioni climatiche di bagnato o asciutto.
Le frenate inizialmente sembrano lasciare un sacco di residui sulla superficie del cerchio, ma col tempo diminuiscono e le prestazioni in frenata rimangono costanti e prevedibili. L’unico inconveniente che abbiamo incontrato è un rumore sulla ruota anteriore, riconducibile a un piccolo gioco tra i cuscinetti del mozzo anteriore, per i quali però non c’è modo di regolare il precarico e risolvere il problema. A essere pignoli, questa è l’unica imperfezione di una coppia di ruote altrimenti superba. Quanta influenza infine abbia realmente il grafene è difficile da quantificare, ma gareggeremmo con le Qurano 46 tutti i giorni.

​L'articolo completo è stato pubblicato sul numero 1 di Cyclist
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