di James Spender - 05 aprile 2019

Wilier Cento10NDR

Il modello corsaiolo di Wilier Triestina punta sul comfort e aggiunge l’ammortizzatore
1/7 La Wilier Cento10NDR è in vendita a 10.300 euro

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Alzi la mano chi si ricorda della Raleigh Activator 2, la mountain bike del 1994. Un mio compagno ne aveva una e io ero ossessionato da questa cosa perché, a differenza della mia Falcon, era bi-ammortizzata. Ci saranno anche stati altri modelli con doppia sospensione, ma non per le mie tasche o comunque non pubblicizzati in TV o disponibili da Halfords (famosa catena di negozi inglese). Passarono altri cinque anni prima che mi rendessi conto di quanto quella Raleigh non fosse niente di
 che, quando mio padre mi comprò una Specialized Rockhopper di seconda mano con forcella RockShox Indy C. La differenza stava nel fatto che la Rockshox aveva un sistema per controllare la contrazione della molla e quindi la forcella non si comportava come un semplice bastone da pogo (trampolo con alla base una molla), come invece succedeva sulla Raleigh. Quella Specialized aveva un vero ammortizzatore e mi sono pentito di averla venduta per poco più di una birra, una decina di anni dopo.

Perché vi sto raccontando tutto ciò? Perché l’elemento cruciale dell’ultima bici da strada di Wilier non si discosta anni luce dalla concezione di quella Raleigh. Fortunatamente invece gli è distante in termini di prestazioni.
La Cento10NDR ha una sorprendente somiglianza con la Cento10Air. Ma, anche se il telaio è molto simile - foderi posteriori bassi, profili tronchi aero dei tubi e cablaggio interno - c’è una differenza molto importante: la NDR ha un ammortizzatore posteriore attivo, che Wilier definisce “Actiflex”. Come mi ha detto il product manager Claudio Salomoni, “Senza l’ammortizzazione, la NDR perde la sua ragion d’essere”, che era poi il proseguimento della risposta alla mia domanda se era possibile bloccare la sospensione (risposta: no).
Sospensione a parte, la NDR segue i dettami di una bici endurance, cioè 30 mm di stack in più e 8 mm di reach in meno, rispetto alla Cento10Air o alla Zero.7 (nella misura media), spazio per pneumatici fino a 32 mm e freni a disco.
La geometria è più rilassata, con foderi più lunghi della Air o della Zero.7, ed un peso dichiarato di 1.190 grammi - contro i 990 grammi della Air e i 799 grammi della Zero.7.

Avendo provato anche i modelli Wilier appena citati, devo dire che la NDR consente una posizione più neutra e verticale, se confrontata con quella più bassa tipica degli altri due. La guida risulta raffinata, se non addirittura esplosiva, e anche se il peso non depone a suo favore in salita, le superbe e scorrevoli ruote DT Swiss ERC rendono meno evidenti i grammi di peso supplementari. La NDR ha una certa malizia nell’accelerazione, ma non ancora quella bava alla bocca che caratterizza, per esempio,
 la Air. In poche parole potremmo definire in breve questa bici come “buona ma non eccezionale rispetto ad altre della stessa fascia”. Fino a che non si considera l’ammortizzatore...
Invece di essere saldati al tubo verticale, i foderi alti della NDR sono collegati da un tirante bullonato in alluminio e da un elastomero - praticamente un pezzo di gomma dura. Quando la ruota posteriore colpisce un dosso, i foderi verticali si flettono verso l’alto e l’elastomero viene compresso tra la parte superiore dei foderi stessi e il tubo piantone. La ruota posteriore resta quindi libera di muoversi di qualche millimetro in maniera indipendente dal resto del telaio.
È questo che mi fa ricordare la Raleigh Activator 2,
 e lo stesso mi è capitato con la Trek Madone SPA del
2005 o, più recentemente, con la Pinarello Dogma K8-S
e K10-S. Gli elastomeri assorbi-urti sono apparsi sulle
 bici da decenni ma, parlando della NDR, c’è qualcosa di veramente nuovo e qualcosa di intrinsecamente limitante.

Appena partito, nel vialetto di uscita dalla sede di Cyclist, la parte posteriore della NDR si è comportata in maniera naturale: una vera rivelazione, in fatto di comfort e trazione. Dopo diverse uscite ho iniziato a realizzare che, a fronte di superfici molto irregolari, 
il posteriore della NDR era una sorta di benedizione, ma su terreni lievemente ruvidi o ondulati aveva una tendenza a rimbalzare, perché il carbonio flesso e l’elastomero tornavano indietro seguendo un processo noto come “rebound” (rimbalzo). Ciò significava avere
 la netta sensazione che la bicicletta, dopo un grande sobbalzo, continuasse a muoversi su e giù sotto di me per poi spegnersi troppo lentamente, come una palla che rimbalza sempre più piano prima di fermarsi - non una cosa scomoda, però un po’ singolare, soprattutto in salita. Continua...

La prova completa è stata piubblicata su Cyclist - Marzo 2018
Modello Wilier Cento10NDR
Gruppo Shimano Dura-Ace Di2 9170
Ruote DT Swiss ERC 1400
Spline 47
Dotazione manubrio e attacco Wilier Barra e Stemma, reggisella Ritchey Pro Carbon, sella Selle Italia Novus
Peso 7,72 kg (M)
Prezzo 10.300 euro
Contatti wilier.com
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