di Fulvia Camisa - 11 luglio 2019

Yamaha e il legame coi Grandi Giri

Andrea Colombi, Country Manager di Yamaha Motor Italia, ci spiega ragioni e punti di forza della partnership ormai consolidata tra la Casa giapponese e grandi manifestazioni internazionali come il Giro d'Italia, il Tour de France e la Vuelta

Andrea Colombi, Country Manager di Yamaha Motor Italia

Come è nato il progetto di partnership fra Yamaha e il Giro d’Italia 2019?

La collaborazione nasce nel 2009 e continua fino a oggi, salvo solo un paio di edizioni. La nostra è una partnership abbastanza consolidata sia con il Giro e sia con Rcs. Fin dall’inizio abbiamo pensato che il seguito e l’attenzione attorno al ciclismo potessero essere un motivo di grande visibilità.

Sarete partner anche del Tour de France e della Vuelta, cosa vi aspettate da questo legame con le corse a tappe più prestigiose al mondo?

Questo tipo di esperienza, che è nata appunto in Italia, è stata poi ampliata a livello europeo. È stata allargata al Tour e alla Vuelta per lo stesso motivo. La collaborazione col Giro è sempre stata positiva in termini di esposizione mediatica in quanto ci si lega a una manifestazione in cui c’è grande passione e amore per lo sport, con milioni di spettatori. Con la corsa spagnola e quella francese ci aspettiamo collaborazioni altrettanto virtuose.

Tecnicamente quali sono i punti di forza della Niken?

È la prima moto a tre ruote, due davanti, al mondo. Abbiamo utilizzato queste gare per dare visibilità a un prodotto unico, in grado di aumentare il livello di guida di ogni motociclista grazie a un’elevata confidenza sull’avantreno, che permette di essere ancora più veloci. Si ha una percezione di maggiore sicurezza. E ciò permette di affrontare terreni sfidanti, per esempio quando l’asfalto non è completamente liscio, con molto meno stress. Pensiamo sia una moto per quattro stagioni ed estremamente divertente, che permette di sperimentare un livello superiore di guida.

Perché la Niken e non un altro modello della gamma Touring?

Per la maneggevolezza e la versatilità. Al Giro sappiamo che ci si deve misurare con differenti condizioni meteo, ideali per una All Terrain.

Seguire i corridori in una corsa a tappe può essere definita un’impresa, che feedback avete ricevuto dai piloti in sella ai vostri mezzi?

Abbiamo ricevuto un feedback che è un po’ quello di tutti quelli che la provano al netto delle barriere psicologiche verso le tre ruote. I piloti che l’hanno guidata per tre settimane al Giro hanno detto che si è dimostrata l’ideale per ogni situazione climatica. Hanno aggiunto che è semplice da guidare e dà subito confidenza. Insomma, un giudizio molto molto positivo.

Avete in programma di rendere la Niken protagonista di altri eventi oltre a quelli ciclistici?

Ci piace molto l’idea di orbitare attorno a manifestazioni sportive, ma anche eventi culturali e di design. In questo momento ci piacerebbe che i 60 milioni di italiani la potessero provare, il che è ovviamente molto complicato.

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