di Paolo Della Sala - 19 novembre 2019

20K ultratrail: a ciclo continuo attraverso le Alpi

Sulle Alpi italiane e poi su quelle svizzere e francesi, con l’ambizione di fare 16.500 o 27.000 metri di dislivello. La nostra avventura parte da Pinerolo

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Immagini Yari Ghidone

Parte da Pinerolo una fra le più estreme prove di resistenza d’Europa, la 20K Ultratrail. Una sfida che mi tiene col fiato sospeso perché si corre “a ciclo continuo” e in totale autonomia attraverso le Alpi italiane, svizzere e francesi. E ciò significa due cose: innanzitutto l’ignota prospettiva delle proprie soste per riposare o per mangiare con conseguente necessità di improvvisata organizzazione, in secondo luogo un equipaggiamento da carovanieri mongoli, con biciclette cariche e pesanti.

Cyclist ha voluto toccare con mano questa avventura e io ho “pescato” la pagliuzza corta. Sono tre i percorsi possibili: il classico per biker (750 km e 20.000 metri di dislivello) e due per gli stradisti (650 km e 1175 km con, rispettivamente, 16.500 e 27.000 metri di dislivello).

Affrontare un percorso lungo e in autonomia comporta la cura di tre aspetti: preparazione fisica, equipaggiamento, logistica. Il percorso va studiato attentamente, sezionato nella sua altimetria e calibrato sulle proprie capacità in modo da avere una ragionevole previsione del proprio avanzamento per evitare di trovarsi a 2.800 metri alle tre di notte, con due gradi, senza guanti pesanti e con un’unica barretta come cena (mi è successo tempo fa sul Colle dell’Agnello).

Risparmiare grammi sull’equipaggiamento può regalare momenti esilaranti se, per esempio, si mette a grandinare e voi indossate uno spolverino superleggero che pesa come una caramella.

D’altro canto trascinare un trattore a due ruote su pendenze micidiali e sotto il solleone apre uguali prospettive di comicità. Il punto di equilibrio è piuttosto difficile e l’instabilità del tempo in alta montagna rende problematica una cernita basata sulle previsioni meteo: un giubbino impermeabile di eccellente qualità pesa circa 400 grammi. Se lo lasciate a casa, tuttavia, potreste trovarvi ad approfondire il concetto di ipotermia.

Ma autonomia significa anche buona padronanza del mezzo: che succede se si rompe la bici in mezzo al nulla? Questa la regola: “bisogna aggiustarla!”.

Ciò comporta sapersi arrangiare e avere il materiale per intervenire in caso di necessità.

Capitolo sicurezza, infine: luci, power bank, sacco lenzuolo, pile di ricambio o mozzo dinamo, navigatore gps, pronto soccorso, cibo e perfino un fischietto. A questo punto la vostra meravigliosa antilope da 7 chili è diventata un bove da 15 che vi trascinerete su per i bricchi pedalando insonni, assetati, con dolorini sparsi e l’impressione di essere ormai pronti per un ricovero psichiatrico d’urgenza.

E quando tornerete a casa con l’aria stravolta di un reduce tutti (ma proprio tutti) vi diranno “beato te che sei sempre in vacanza”. Allora ne vale la pena? Sì, ne vale la pena perché è bellissimo.

A Pinerolo sono arrivato in treno con bici al seguito. Al punto di ritrovo ho diviso l’attesa con Renato Scarone, ciclista di lungo corso che ha attraversato l’Alaska e ora è impegnato in una Parigi - Pechino suddivisa in quattro tappe (siccome non può prendersi troppe ferie consecutive): “Seguo il percorso del raid automobilistico del 1907 lungo la direttrice Berlino, Mosca, Kazan, Omsk e Ulan Bator”.

Gestire il tempo prima della partenza è sempre difficile: con il pomeriggio davanti sarebbe razionale mettersi a riposare, ma il sonno è un animale riottoso e poco docile.

Srotolo perplesso il mio materassino (tagliato a metà, con risparmio di 45 g, tanto le gambe possono farne a meno...) e mi accuccio in palestra obbligandomi a tenere gli occhi chiusi ma penso alla misura eccessiva dei miei copertoncini (l’anteriore sfiora la forcella).

Nonostante l’attenzione maniacale ai particolari, riesco sempre a partire con un tarlo tecnico che mi tiene in ansia. Ho sempre subìto la comparsa improvvisa dell’impercettibile scricchiolio di sottofondo, del fruscio imprevisto e costante, del cigolio mai apparso e ora persistente.

A una Parigi-Brest-Parigi, quando ancora non usavano i navigatori, ho superato la linea di partenza con il contachilometri impazzito che segnava un improbabile 170 all’ora. Insomma, “pronti-via”, io funziono così. Pazienza.

La cena finalmente arriva, allegra e liberatoria: incrocio facce note con scambio di saluti e auguri. Maurizio, per esempio, è uno pazzesco: finisce questa e parte per la MadridGijon-Madrid. Scendo con lui verso piazza del Duomo, da dove partiremo alle 22, mentre si raduna sempre più gente. Un aspetto esaltante di queste partenze notturne è il contorno di folla, curiosa e incoraggiante che ti fa sentire un po’ speciale.

Pinerolo è una bella cittadina, con un centro porticato e ampie piazze risorgimentali; c’è un’unica salita: il “muro” di via Principi d’Acaja, lo strappo alla belga che porta alla chiesa di San Maurizio e che nel 2016 è stato il punto di arrivo di una tappa del Giro vinta da Matteo Trentin.

Questi 450 metri al 14% di pendenza, con punte del 20%, su pavé e carreggiata stretta li percorriamo due volte, tanto per gradire. La gente, intenerita, applaude ma in poco tempo ci inghiotte il buio e, poi, ognuno resta solo.

Si sale subito, in odore di boschi in questa notte scura e, dopo Giaveno, si sale al Colle Braida e poi si scende sui laghi luccicanti di Avigliana.

Incrocio uno che si è perso e, poveretto, viaggia al contrario. Mi si accoda ma anch’io capisco poco dove sono: guardo la traccia ma non riesco a intuire la mia direzione, ne conosco soltanto la tortuosità faticosa e immagino di essere sulla salita del Colle del Lys. Pioviggina e ho fame: il panino che mi ero messo da parte è volato via già da un bel po’. Sono le due e mi mangerei l’asfalto. Arrivo a Rubiana, un pugno di case fra curve ritorte come chiodi. Sulla destra la luce di un fornaio. Mi affaccio e chiedo al ragazzo qualcosa da mangiare. “Il signor ciclista vorrebbe un panino”, urla il ragazzone al capo. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Ottobre 2018

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