Pearson Minegoestoeleven, efficiente e scorrevole

Pearson Minegoestoeleven, l’ultimo modello aero della più antica azienda di biciclette al mondo.

1/7

Pearson Minegoestoeleven.

Modello Pea rson Minegoestoeleven

Gruppo Shimano Dura-Ace Di2

Ruote Pearson Hoopdriver Cut & Thrust carbon

Dotazione manubrio e attacco Pearson one-piece carbon, reggisella Pearson carbon, sella Selle San Marco, pneumatici Continental GP5000 28 mm

Peso 7,57 kg (M)

Prezzo 2.150 euro kit telaio,5.150 euro bici completa

Contatti pearson1860.com

Ricordate il finto docu-film del 1984 “This Is Spinal Tap”? Era quello in cui il cantante David St Hubbins spiegava come la sua band riuscisse a essere così rumorosa. “I nostri amplificatori vanno a 11, siamo sempre un passo avanti...”, diceva. Che c’entra questo con le bici? Non molto, a parte che da questo motto prende il nome la nuova Pearson. Nulla a che fare, quindi, con marce e pignoni.

Pronta a tutto

Ora che ci siamo tolti il pensiero circa l’origine del nome, diciamo che la Minegoestoeleven (MGTE) è l’ultima nata in Casa Pearson nel settore strada – anche le altre hanno nomi bizzarri, come Objects In Motion oppure Hammer And Tongs. Questo modello è performante per quanto riguarda l’aerodinamica, ma offre caratteristiche interessanti che lo rendono adatto a un ampio spettro di ciclisti, afferma il direttore dell’azienda Will Pearson.

“Abbiamo constatato che la nostra gamma mancava di un modello strettamente corsaiolo, anche se il nostro must resta sempre quello di adattare la bici alle esigenze del cliente – e i nostri sono per lo più over 30”, spiega. “La maggior parte di loro non riesce a toccarsi la punta dei piedi. Vorrebbero quindi guidare modelli aero audaci, ma i nostri test solitamente evidenziano che non sono in grado di assumere posizioni aggressive.

Questo è il motivo per cui abbiamo progettato la MGTE con un tubo sterzo ampiamente personalizzabile, capace di adattarsi a una vasta gamma di posizioni. Se uno vuole, però, può essere molto corto e reattivo”.

Fondata nel 1860, Pearson ha sede a Sutton (a Sud di Londra) e nel 2019 è stata ufficialmente riconosciuta come la più antica azienda di biciclette del mondo. Un grande riconoscimento per Will Pearson, appartenente alla quinta generazione della famiglia titolare del marchio. In questi tempi in cui i telai in carbonio sono affare dell’Estremo Oriente, Pearson è onesto nel non inventare la storia del prodotto fatto in casa. “Usiamo lo stesso fornitore per tutti i nostri telai in carbonio”, afferma. “Con lui abbiamo un eccellente rapporto, che ci consente inoltre di apportare modifiche personalizzate e poter quindi offrire un pacchetto completo a un prezzo davvero conveniente”.

Su questo siamo tutti d’accordo. Il telaio, abbinato al blocco manubrio aero integrato, offre una silhouette pulita e accattivante, moderna (comunque simile a molti altri marchi di alto livello) e proposta a un prezzo vantaggioso. Solo vederla, però, non mi convincerebbe a comprarla: montiamo in sella e proviamola, allora.

1/7

Pearson Minegoestoeleven.

l bello, il brutto e la soluzione

Prima ancora di uscire dal garage e lanciarmi a tutta birra in strada, ho notato che il manubrio era molto flessibile: bastava una forza moderata per farlo vacillare. Ero quindi molto curioso di scoprire come ciò avrebbe influenzato le prestazioni della MGTE nelle diverse situazioni di guida. Durante gli sprint o i rilanci, era chiaro che il manubrio non era in grado di contenere le forze generate dal mio fisico asciutto (67 kg) e dalle mie esili braccia. Riuscivo a piegarlo in maniera evidente. A dire il vero, non è che la bici risultasse per questo eccessivamente lenta. C’era semplicemente un pelo di ritardo nell’accelerazione, ma poi tutto rientrava nella norma. C’era anche un positivo rovescio della medaglia, parlando di flessibilità: quando non ero sotto sforzo – cioè la maggior parte del tempo – adoravo il modo in cui il manubrio affrontava le strade sconnesse. Ed ero desideroso di ricevere alcune risposte.

Pearson è stato solerte nel rassicurarmi sul fatto che aveva già studiato una soluzione al problema: “Eravamo consapevoli che manubri di prima generazione (come quello montato sulla bici) avrebbero potuto avere un’eccessiva flessione nella zona di giunzione virtuale tra pipetta e manubrio”, afferma. “Abbiamo risolto questo problema con l’adozione di un modello di ultima generazione”.

Non ho avuto l’opportunità di provare questo nuovo manubrio, quindi devo credere a Pearson sulla parola, ma in fondo era una soluzione abbastanza semplice da trovare. Manubrio a parte, passiamo al resto.

Se dovessi descrivere la MGTE in una sola parola, direi che è efficiente. Il telaio resta solido anche sotto sforzo (sia che io resti seduto o mi alzi sui pedali) e tutta l’energia viene sempre tradotta in potenza e quindi velocità, anche sui tratti di asfalto resi scivolosi dalla pioggia. Però, una volta raggiunta una velocità di crociera di 35-40 km/h, ho iniziato a notare che mi era estremamente facile mantenerla. Mi sono chiesto se ciò era dovuto al fatto che ultimamente ho guidato molti modelli gravel, poiché andare veloce con la MGTE mi è sembrato fin troppo facile. Come metro di paragone, ho fatto un giro con la Cannondale SuperSIx Evo, una bici che mi piace molto e che conosco come le mie tasche.

Poi sono salito di nuovo sulla MGTE e le sensazioni di scorrevolezza sono rimaste inalterate, non si era trattato di un caso o di una giornata favorevole. Anche dopo un giro di circa 80 km, durante il quale raffiche di vento contrario mi hanno fatto assumere una posizione quasi fetale per poter andare avanti, sono tornato a casa con sensazioni positive. La velocità media e i tempi lungo tragitti abituali rientravano nei miei standard. Quindi, senza dubbio la MGTE è risultata veloce. Pure le ruote meritano una menzione: le Hoopdriver & Thrust sono abbastanza rigide e pesano relativamente poco (1.550 grammi dichiarati); e hanno contribuito a infondermi sicurezza quando ero alle prese con le raffiche di vento. A questo proposito, utilizzare ruote di altezza diversa (50 mm la posteriore e 38 mm l’anteriore) si è dimostrata una buona idea. Le prestazioni in fatto di scorrevolezza sono state innegabilmente rafforzate dall’utilizzo di ottimi pneumatici: i Continental GP5000 da 28 mm.

Questa MGTE è apprezzabile sotto molti punti di vista e – prendendo in parola Pearson – con l’adozione di un nuovo manubrio di ultima generazione, non posso che valutarla con un pollice all’insù.

© RIPRODUZIONE RISERVATA