di Rosario Palazzolo - 22 ottobre 2018

Ciclismo e rispetto dell'ambiente. Da Dr Pad il fondello da fibre riciclate

Abbiamo testato capi di abbigliamento Rpd realizzati con tessuti interamente riciclati e con un nuovo fondello eco-sostenibile di Dr Pad

1 di 4

La presenza di rifiuti plastici in mare è uno dei principali rischi per la salvaguardia della biodiversità e più in generale per la protezione dell'ambiente e di un'economia più sostenibile. Per fortuna l'allarme lanciato negli ultimi anni dai gruppi ambientalisti e dagli scienziati comincia ad avere i suoi primi effetti da parte degli imprenditori più attenti che, non si stanno limitando solamente a rivedere i sistemi di produzione per ridurre gli sprechi e l'utilizzo di materiali dannosi, ma anche attraverso la sperimentazione di sistemi di produzione che riutilizzino parte dei rifiuti abbandonati alla deriva dei mari.

Ci si chiederà: cosa c'entra tutto questo con il ciclismo che non ha nulla a che vedere con l'acqua e il mare? In realtà c'entra più di quanto si possa pensare, perché tutti noi che facciamo sport, che sia il ciclismo o qualsiasi altra attività, siamo abituati a vestirci e a utilizzare strumenti e accessori in gran parte realizzati con schiume e fibre sintetiche che derivano dalla plastica e che, nel loro piccolo, contribuiscono ad accrescere la quantità di inquinanti.

Nel nostro girovagare tra le aziende del settore ciclistico ci siamo imbattuti in una società interamente Made in Italy che da tempo immemore si occupa di realizzare i fondelli per i pantaloncini da ciclismo. La Dr Pad è una vecchia conoscenza, anche se in molti ignorano che i fondelli dei loro pantaloni da ciclismo sono stati realizzati in questa fabbrica di Montebelluna, nel cuore del distretto sportivo veneto.

Loro sono da tempo impegnati in molteplici iniziative dedicate al rispetto ambientale e alla cultura del non spreco. La più importante, almeno per la mia esperienza, è quella che li vede impegnati nella rigenerazione dei fondelli dei vecchi capi di abbigliamento. In pratica è sufficiente spedire alla loro azienda il proprio pantaloncino per ottenere la sostituzione del fondello con uno nuovo, il tutto con una spesa di pochi euro. Quando iniziative di questo tipo vengono promosse da colossi come Patagonia hanno un'eco mondiale, ma se a farlo è una piccola impresa veneta, se ne parla poco. Ma vale la pena parlarne!

Dr Pad già da tempo sta modificando i suoi sistemi di produzione, introducendo procedure pensate per ridurre gli sprechi. Ad esempio, tutte le aziende che realizzano prodotti sagomati in foam (la schiuma che ci fornisce l'effetto cuscino protettivo), hanno il problema di dover smaltire enormi quantità di scarti che derivano dai tagli. Dr Pad ha avviato un protocollo che le consente di dirottare questi materiali ad aziende in grado di riutilizzarli per altri utilizzi “meno nobili”.

Per questo sono stati felice di aderire ad una loro richiesta di test, quando mi hanno proposto di provare e recensire il loro nuovo fondello Doc 125, realizzato con tessuti filati riciclando le bottiglie di plastica Pet, quelle di cui sono pieni i nostri mari. Non sono i primi a faro, visto che colossi come Adidas hanno iniziato a produrre scarpe con la stessa tecnologia, ma è curioso toccare con mano il risultato di una piccola rivoluzione, prima culturale che tecnologica, in un prodotto molto delicato come il fondello di un ciclista.

Dr Pad mi ha recapitato un paio di pantaloncini e una maglia prodotti dalla Rpm di Montebelluna, azienda che è riuscita a realizzare l'intero prodotto da ciclismo con tessuti da plastiche riciclate.

Vi confesso che i prodotti sono parsi subito sorprendenti. La maglia Cross di Rpm sorprende per la sua leggerezza e per il morbido abbraccio delle sue forme attillate. La presenza di un pannello posteriore in Eco-mesh, più leggero e traspirante la rende perfetta per le pedalate estive. La salopette GreenSpeed RT bib shorts, realizzata con fibre riciclate sia per la parte poliamidica che per quella in elastomero. Se a questo aggiungiamo che al suo interno è stato inserito un fondello in tessuto riciclato, il risultato è davvero interessante.

Ho testato i prodotti durante lunghe pedalate in preparazione de L'Eroica di inizio ottobre. E il fondello si è comportato bene anche sulle sedute più lunghe e impegnative, garantendo un supporto assolutamente equilibrato. La caratteristica più importante è la sua capacità di non essere ingombrante, rendendo la calzata della salopette comoda e confortevole. Ciò che stupisce è la morbidezza del tessuto che contiene il foam sagomato: risultato morbido e felpato riportando alla memoria la compattezza dei vecchi fondelli in scamosciati, con una iniezione di morbidezza che non lascerebbe mai pensare alla presenza di fibre provenienti da plastiche “dure” come quelle delle bottiglie d'acqua. Lo spessore del foam, tra i 2 e i 15 mm, lo rendono molto minimale alla vista, ma come spiegano gli stessi tecnici di Dr Pad, lo si sente bene quando si sale in sella e si comincia a pedalare. Il Doc 125 fa parte della nuova serie Re//Pad che Dr Pad ha realizzato con materiali riciclati. Ne fa parte anche il Doc 131, dedicato al pubblico delle cicliste. Purtroppo non sempre si riuscirà a comprendere il tipo di fondello presente nel pantaloncino che si sta acquistando perché in molti casi i brand non ne indicano marca e modello. Tuttavia si potrà scegliere di farlo cucine direttamente a Dr Pad, utilizzando il servizio di sostituzione del fondello fornito dall'azienda attraverso il suo sito internet.

© RIPRODUZIONE RISERVATA