La Colnago V3Rs, una bici che è già leggenda

V3Rs, il modello tuttofare ultraveloce di Colnago, in grado di offrire una guida precisa e lineare in ogni situazione.

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Colnago V3Rs.


Modello Colnago V3Rs

Gruppo Sram Force eTap AXS HRD

Ruote Vision Metron Carbon 55 SL

Dotazione Manubrio Colnago R41 carbon, attacco Colnago SR9 Integrated, reggisella Colnago Aero Carbon, sella Prologo x Colnago Scratch 2 CPC PAS Tirox, pneumatici Hutchinson Fusion 5 Performance TLR 25 mm

Peso 7,3 kg (taglia 54)
Contatti colnago.com

Albert Einstein una volta disse che la misura dell’intelligenza è data dall’abilità di cambiare. Bene, il marchio Colnago sembra averne preso atto. Infatti, nonostante i riscontri positivi per i suoi modelli classici, è da sempre un innovatore spesso alla ricerca di nuovi concetti all’avanguardia sul mercato. Ha introdotto la fibra di carbonio prima della maggior parte della concorrenza, è stato uno dei primi ad adottare i freni a disco sulle bici da strada. Con queste premesse, la V3Rs – il modello più moderno della sua scuderia – non può essere che entusiasmante.

Fabbricata, costruita e verniciata in Estremo Oriente, la V3Rs potrà non possedere il romanticismo proprio della serie C interamente Made in Italy, ma ciò ha anche i suoi vantaggi.

Innanzitutto, il telaio V3Rs è più economico rispetto al C64 ed è sostanzialmente più leggero (una taglia 50, equivalente a una standard da 54 cm, pesa solo 790 grammi). Una caratteristica di tutto rispetto, per un modello da corsa equipaggiato con freni a disco.
La V3Rs ha anche ereditato alcune delle migliori funzionalità di tutto il catalogo Colnago, in particolare il design delle cuffie della C64, in cui è utilizzato un polimero elastomerico che offre un piccolo ma rilevabile grado di compressione e smorzamento degli urti nella parte anteriore.
Un aggiornamento meno entusiasmante è il morsetto del reggisella che elimina i cunei fissi usati nella V2R e nella C64, utilizzando invece un cuneo rimovibile più grande che aumenta la superficie della giunzione del morsetto, riducendone il peso. Colnago afferma che il telaio utilizza un carbonio di grado più elevato, con maggiore rigidità e minor peso. Di conseguenza, risulta più rigido del 12% sul fronte posteriore e del 6% a livello del tubo sterzo, a tutto vantaggio della compliance verticale.

In tutta onestà, questo è un po’ diventato una specie di cliché: ogni nuova bici vanta “una minore flessione laterale e una migliore compliance verticale”, anche se alcune novità della V3Rs sono davvero degne di nota. Tra esse, la completa integrazione del cablaggio anteriore nello sterzo e nel manubrio – scelta comune tra le moderne bici aero, ma meno diffusa tra i modelli endurance attenti al peso, come la S-Works Tarmac di Specialized.

Per me, il cambiamento più significativo riguarda la compatibilità delle gomme. La V3Rs può montare ufficialmente pneumatici da 30 mm, il che significa che in pratica è possibile usare anche quelli da 32 mm, a seconda della marca. È il tipo di versatilità che non ci saremmo mai sognati su una bici di questo tipo, qualche anno fa. Colnago non si è limitato a espandere semplicemente la compatibilità dei pneumatici senza considerare le conseguenti variazioni dello stile di guida, ma ha invece modificato la geometria per adattarsi alle gomme da 28 mm in su. Ciò si traduce in una forcella più lunga, con una corona rimodellata per accettare pneumatici larghi, in aggiunta a un movimento centrale più basso. La posizione più bassa del movimento centrale (72 mm per una taglia 54s) è inferiore non solo rispetto alla Specialized Tarmac, ma anche alla tuttofare della Open UP o alla GT Grade.

Un movimento centrale in questa posizione abbassa il centro di gravità e dovrebbe propendere per una guida più stabile, anche se potrebbe minare lo spazio per la pedalata – cosa che io non ho mai constatato. Troppo spesso la forma di un telaio si basa su norme consolidate che pochi hanno osato sfidare, quindi è incoraggiante vedere come Colnago non sia bloccato nei suoi dogmi. Con statistiche così promettenti circa rigidità e peso, più alcune cifre curiose nella tabella della geometria, ero ansioso di provare la V3Rs in strada e anche un po’ su ghiaia.

Versione tre

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Colnago V3Rs.

La V3Rs fa subito capire di che pasta è fatta su strada. Sembra veloce, e di fatto lo è. C’è qualcosa di straordinario nell’abilità che i costruttori italiani hanno nel creare una qualità di guida emozionante, viva e fluida che permette di connettersi subito con la bici. Lo stesso vale infatti per le Pinarello o le Wilier, ma la V3Rs spicca davvero.

Durante una delle mie prime uscite, stavo percorrendo un lungo tratto pianeggiante con un lieve vento da dietro. Mi sono ritrovato a spingere rapporti sempre più duri, con una velocità stabile intorno ai 45 km/h senza sforzi eccessivi. Era il tipo di velocità che non sperimentavo più da tempo.
La V3Rs ronzava dolcemente sull’asfalto, con un tono così alto da far presagire una velocità impressionante. È stata anche oggetto di attenzioni da parte degli altri ciclisti: mi hanno chiesto più volte informazioni sull’estetica della bici, nonostante a me sembrasse avere una linea relativamente comune.
Date le ruote ad alto profilo e la rigidità generale della geometria, la bilancia mi ha sorpreso quando l’ho pesata: 7,3 kg sono pochi per un modello con freni a disco e caratteristiche aero, e spiegano bene la facilità che ho riscontrato in salita.

Anche con temperature gelide, la V3Rs mi ha incoraggiato a inclinarmi in curva lungo le discese, offrendomi una guida precisa e lineare. La V3Rs non è solo pura velocità. Sembra anche un po’ più raffinata della V2R, forse per via della nuova cuffia che dona maggiore flessibilità oppure della rinnovata geometria, fatto sta che il telaio mescola molto bene comfort e velocità. Ho affrontato senza problemi piccole buche e asperità stradali. Fra tutte le nuove caratteristiche del telaio, quella di poter montare gomme da 28 mm o da 30 mm ha sicuramente l’impatto maggiore, se si parla di comfort.
La possibilità di adottare pneumatici più larghi può sembrare un optional minore, ma per me vuol dire molto. Scegliere misure da 30 mm, anziché da 28 mm come nel caso della V2R, richiede uno sforzo in termini di ricerca e sviluppo, ma in cambio si ottiene una bici che sfrutta bene il potenziale dei freni a disco. Colnago ha veramente studiato come utilizzarli al meglio, anziché limitarsi a metterli per soddisfare la tendenza attuale del mercato.

La V3Rs è una tuttofare. In salita mi sentivo come uno scalatore coi classici freni leggeri tradizionali, sulla ghiaia come su una versatile endurance; quando ero lanciato in pianura mi pareva di martellare su una aero bike all’ultimo grido.
Potrei dilungarmi confrontando la V3Rs con la S-Works Venge o la Cannondale SuperSix, ma è più semplice dire che la V3Rs è eccellente – così buona in ogni particolare quanto mai avrei sperato fosse.

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