DAIBIKE, la start up innovativa per il training

Un allenamento non solo dedicato alla performance ma che va oltre, per creare un benessere olistico dell’atleta. La fondatrice, Angela Giacomini, racconta come è nato il progetto

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Angela Giacomini ha fondato una start up innovativa durante il lock down di questo anno tanto complicato. E la sua storia merita di essere raccontata. Il progetto si chiama DAIBIKE, società che ha per oggetto lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Si definiscono un gruppo di ciclisti appassionati: “Progettiamo e sviluppiamo con orgoglio tutta la nostra tecnologia e attrezzatura in Italia. Testiamo personalmente ogni soluzione. Nessun compromesso. Puntiamo all'eccellenza. Ponendo design e qualità prima di tutto”.

Per capire la filosofia di questa start up creata per per far provare ogni giorno il piacere di andare in bicicletta, vi proponiamo il racconto che fa di sé Angela Giacomini.

“In tutto il corso della mia vita, ho sempre mantenuto lo sport come elemento centrale per il mio equilibrio fisico e mentale. Da giovane ho avuto anche discreti successi e soddisfazioni, divenendo campionessa regionale in atletica leggera, 110 salto ad ostacoli. Poi l’impegno per il lavoro; sono diventata la più giovane professionista inscritta all’albo dei geometri della provincia di Padova e nel 1999 ho aperto la mia agenzia, gestendo il business a fronte alta.

Infine l’amore che mi ha portato a viaggiare da Venezia a Firenze e poi per 10 anni in Svizzera, dove ho costruito una famiglia. Ora rientrata da due anni in Italia, dimora a Milano. Orgogliosamente dico: madre di 3 splendidi bambini. Da imprenditrice ero diventata mamma a tempo pieno, ma nel mio spirito mantenevo sempre quell’indole combattiva e piglio decisivo di manager.

Così a marzo di quest’anno, nel pieno della prima ondata COVID, uno stimolo è ripartito nella mia mente, e qui inizio a raccontarvi la storia di DAIBIKE. Io volevo trovare il modo di sfogare lo stress accumulato durante la giornata e mantenermi in forma. Mio marito si allenava con la bici sui rulli liberi, allora c’ho provato anch’io!

Mi rendevo conto di quanto i rulli liberi, oltre a mantenere alto il mio stato aerobico, allenassero l’equilibrio e mettessero in condizione d’eccellenza il mio core. Un allenamento perfetto, full body. Unica pecca: la difficoltà di restare in sella. Pedalando e pedalando pensavo a soluzioni che potessero aiutarmi a raddrizzarmi in caso di sbandate. Quindi matita in mano, ho schizzato un paio di paratie e uno specchio dove potermi controllare e gestire.

Mi sono resa subito conto che stavo creando un sistema che metteva in sicurezza e che allo stesso tempo apriva il ciclismo a una serie di esercizi complementari per il corpo. Ho abbinato quindi le mie tecniche di pilates e di ginnastica propriocettiva. Ho creato un training per ciclismo più 'rotondo' e completo.

In sintesi un training non solo dedicato alla performance ma che andasse oltre, creando un benessere olistico dell’atleta. Il giorni durante il lock down passavano lenti, ho iniziato ad ingegnerizzare i primi disegni fino ad arrivare ad una forma pura, essenziale. Ecco la piattaforma AURA. Poi ho collegato AURA allo specchio con schermo digitale, quindi ecco SMART MIRROR. DAIBIKE prendeva forma! Dopo più di 10 anni passati a fare la mamma, ero ora pronta a tornare sul campo imprenditoriale.

Mi sono tirata su le maniche è ho fondato DAIBIKE S.r.l., società inscritta al registro delle start-up innovative. Si, perché non vi ho detto che dietro questa prima idea c’è di più. Confidiamo che per il prossimo settembre 2021 usciremo sul mercato con un sistema tecnologicamente ancora più avanzato, un progetto depositato come brevetto innovativo. In questi giorni in sviluppo assieme ad un pool di ingegneri e designer. Perché alla fine DAIBIKE è un invito alla resilienza, a non mollare mai e spingersi oltre”.

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