L’Eroica, una storia tutta italiana

Partecipare a una manifestazione come L’Eroica significa vivere tante emozioni differenti, tutte più o meno in sella alla propria bici...

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L’Eroica, una storia tutta italiana (foto Guido Rubino).

Giancarlo Brocci nasce nel 1954, quando il ciclismo risuona di nomi come Gaul ed Anquetil, ma l’eco del ciclismo epico di Coppi e
 Bartali è ancora ben udibile.

In quegli anni, in tutt’Italia il bar del paese era il luogo depositario del sapere della comunità, e tutti si raccoglievano ad ascoltare la radio o a leggere i giornali.
La lettura non era però per tutti, e a Gaiole in Chianti un bimbo prodigio di 4 anni intratteneva nonni e compaesani leggendo per loro gli articoli che raccontavano le imprese di quei campioni al Giro o al Tour. È continuando a leggere di tali imprese che nel piccolo Giancarlo nacque l’ammirazione per il ciclismo di quel tempo, che poi, 45 anni dopo, cercò di rispolverare e proteggere… tirando giù dalla soffitta dei ricordi un baule impolverato di terra bianca che sarebbe diventato l’Eroica.


Nel 1997 con lui ne sentono il richiamo altri sette ‘pazzi’, ai quali questa volta la ‘congiura’ non solo è riuscita perfettamente, ma sta durando da un quarto di secolo esatto. Erano 92 partenti di quel primo esperimento (che sulle spalle si portava il nome di Coppi e Bartali), e quello che li muoveva erano fondamentalmente la voglia di riscoprire il proprio territorio con le caratteristiche stradine bianche, e soprattutto l’intenzione di rilanciare fatica e gusto dell’impresa come nucleo dello sport. Insomma, una scelta controcorrente.
Ma chi mai avrebbe scelto di mettere su una strada sterrata una fiammante Colnago da quattro milioni del vecchio conio?
Ed invece, nel giro di due anni la sensazione di attrarre l’attenzione degli addetti ai lavori era orma un indizio inequivocabile: nel 1999 gli iscritti raddoppiarono, così come i percorsi, e dall’anno successivo iniziarono ad arrivare anche i primi inglesi.

Dal 2001 si decise di introdurre il percorso dei 200 km, del tutto simile a quello odierno, e solo 6 anni più tardi i numeri iniziarono a diventare davvero importanti: ormai l’Eroica è sulla bocca di tutti, è una Granfondo a tutti gli effetti con oltre 2.500 partecipanti, e nasce anche la Monte dei Paschi Eroica… l’Eroica dei professionisti (poi acquisita da RCS e diventata la Strade Bianche).

Ma è nel 2009 che c’è un’ulteriore svolta, forse non meno importante della nascita stessa dell’Eroica. Da qualche anno ormai qualcosa ‘stona’ nel contesto, e sono le bici in carbonio, le mountain bike e la troppa voglia di trovare la competizione là dove non ci deve stare.
Così ecco un’altra scelta apparentemente pazza: niente bici ‘over 1987’. Tutti con bici d’epoca. Anche la fatica deve essere ‘originale’.
Ma chi mai avrebbe scelto di andare alla ricerca di bici di 25 anni prima e rimettere puntapiedi e cinghietti? E figuriamoci la maglia di lana! Ma soprattutto… dove lo si trova tutto sto materiale?
L’anno successivo fu infatti l’unico con un calo sensibile degli iscritti. Ma era solo il mare che si ritira prima dello tsunami.

L’Eroica, una storia tutta italiana (foto Guido Rubino).

In un baleno nasce un vero ‘movimento eroico’ che moltiplica di anno in anno eventi simili in tutto lo stivale ed attrae partecipanti che ne sposano i valori, il modo d’essere ciclista.
Non solo. Crea un indotto fatto di eventi vintage, commercio di bici d’epoca, di vestiario, di collezionisti, di negozi, di maglifici che ritornano a produrre capi in lana, ed addirittura di imprenditori. Molti marchi riprendono a forgiare l’acciaio, e come nel caso di Bianchi addirittura a produrre bici appositamente per l’Eroica.

Si arriva così al 2013 dove l’Eroica diventa un mondo troppo grande per poter essere ancora gestito da Giancarlo Brocci con una impalcatura di semplice associativismo.
Per questo viene costituita da una serie di imprenditori l’Eroica srl, con sede a Gaiole, che ha raccolto il testimone e gestisce una struttura che ha valicato i confini italiani.

Oggi esistono le Eroiche di Spagna, Britannia, Giappone, Sud Africa, Germania e Stati uniti, oltre alle ‘nova Eroica’.

E così siamo arrivati ai giorni nostri: l’edizione 2021 è la 24esima a causa dello stop dello scorso anno. La ripartenza è stata quella che ha visto il passaggio da Siena, che mai era stata inclusa nel percorso, ed ha visto dividere gli eventi su due giorni, con una partecipazione di oltre 7.400 persone.
Più recentemente sono nati gli ‘Eroica Caffè, a Bercellona, Padova e a Brolio (vicino a Giaole): sono dei bar che vogliono essere dei punti di incontro per ciclisti e non solo. Luoghi dove il ciclismo si ferma, dove racconta se stesso in ambienti unici. Dove, ci piace pensarlo, sotto gli occhi ammirati del nonno che sorseggia il caffè, un bambino legge ad alta voce il quotidiano sportivo: “Nonno! Imprese d’altri tempi a piazza del Campo…”.

La Timeline de L’Eroica

1997 • Il 5 ottobre la prima L’Eroica
1999 • Partono in 170 divisi su 2 percorsi
2000 • I primi stranieri dal Regno Unito
2001 • Proposto percorso 200 km molto simile ad oggi
2005 • Sfondata quota 1.000 partecipanti, compaiono le prime mtb e bici moderne
2007 • Modello da GranFondo e oltre 2.500 partenti; prima edizione della Monte Paschi Eroica per professionisti con arrivo in piazza del Campo (poi diventata “Strade Bianche”)
2009 • Regolamento con le bici d’epoca obbligatorie (calo iniziale di iscrizioni)
2012 • Oltre 5.000 partecipanti e successo internazionale
2013 • Anno di fondazione de L’Eroica Srl
2020 • Stop forzato causa Covid
2021 • La 24esima dopo un quarto di secolo

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