di Paolo Della Sala - 13 April 2018

Da Cesenatico a Tirrenia

Il prossimo 23 giugno, partenza all’alba e arrivo prima del tramonto, da est a ovest, da costa a costa. Con la Chase the Sun si insegue il sole, per 270 chilometri e più di 3.200 metri di dislivello
Da Cesenatico a Tirrenia

Nel 2018 ricorre il decimo anniversario della Chase the Sun, la sfida al sole nata in Gran Bretagna che si corre nel giorno più lungo dell'anno partendo sul primo raggio e con l'obbligo di arrivare prima dell'ultimo.
Le caratteristiche della prova sono tre: partenza all'alba e arrivo prima del tramonto, direzione est ovest, itinerario da una costa all'altra.
Se anche non è una gara, la competizione offre un avversario ben più difficile dei soliti: il sole è instancabile e distante, il sole è irraggiungibile.
Soltanto il nostro “piccolo sogno a pedali” ci induce a inseguirlo nella speranza vana di poterlo precedere: si corre, dunque. Eccome, in questa impresa preziosa come ogni lotta impari.
E per quanto si riesca ad arrivare, prima del tramonto, la stella ci avrà pur sempre preceduti sul traguardo, davanti a noi, inarrivabile. Perché l'inseguimento impossibile è all'origine del mito, un mito presente in tutte le culture e che trova nella rarità dell'eclissi l'attimo magico in cui inseguitori e inseguito, per qualche istante, si sovrappongono.

La storia italiana

L’edizione del Belpaese della Chase the Sun Italia - Enervit parte da Cesenatico. Da lì si attraversa l’Italia verso occidente arrivando a Tirrenia, dopo 270 chilometri e più di 3.200 metri di dislivello.
Questa corsa-non corsa è una lunga poesia in bicicletta che sin dal nome evoca l'impossibile epica del ciclista: inseguire il sole con il desiderio di raggiungerlo (e con il sole che non è una preda, ma una meta).
Nel 2017 è stato creato un percorso in Italia, e noi di Cyclist lo abbiamo testato in vista della prima edizione open che si terrà il prossimo 23 giugno.
In sintesi: poco prima dell’alba, lungo il porto canale che sbocca al mare ci si raduna per la partenza in una mattina tersa e senza vento.
La parte iniziale del percorso (30 km) si mantiene pianeggiante anche se le strade secondarie costringono a secchi mutamenti di traiettoria che la poca luce lascia solo intuire.
Scaldata la gamba inizia una salita graduale e veloce in una zona di campagne e boschi che si attraversa ancora al fresco sino a Rocca delle Caminate, da cui si scende veloci su Predappio.
Da qui una lunga salita con pendenze morbide e costanti porta al Valico Tre Faggi e poi in discesa verso Dicomano, sempre nel verde di un Appennino minore e pieno di colori.

L'articolo completo, con le foto di Alessandro Trovati, è sul numero 22 di Cyclist.

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