di Vincenzo Maritati
- 18 December 2020

Garmin e i grandi campioni dello sport per non smettere mai di sognare

Sei sogni e altrettanti traguardi da raggiungere. Storie e obiettivi diversi, ma accomunati da un unico spirito: quello dei “Beat Yesterday” di Garmin Italia, che fornirà strumentazione e know-how specifico in collaborazione con "tutor" ispiratori come Simone Moro, Davide Cassani, Daniel Fontana, Alessandro Botturi e Giovanni Soldini

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La passione sportiva al centro. Il viaggio dei Beat Yesterday Awards 2020 è ufficialmente iniziato. In un anno particolare sotto diversi punti di vista, il format del progetto lanciato da Garmin Italia, arrivato alla quinta edizione, si rinnova nella forma e mette al centro della narrazione la scintilla da cui tutto ha origine: la passione, appunto.

«L’anno che sta per chiudersi si è caratterizzato per i grandi cambiamenti che hanno lasciato una traccia nel vissuto di tutti noi, ma anche le situazioni più difficili possono dare grandi motivazioni, permettendo di guardare al futuro con ancora più ambizione – ha dichiarato Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia – ed è così che in questa edizione dei Beat Yesterday Awards abbiamo voluto premiare le imprese sportive “di domani”, selezionando sei progetti che vedranno la propria realizzazione nel 2021, che ci auguriamo sia più sereno per tutti».

I sei protagonisti che hanno ricevuto il riconoscimento Beat Yesterday Awards 2020 potranno contare sul supporto di Garmin in tutte le fasi di avvicinamento e di preparazione della loro impresa: l’azienda offrirà loro strumenti e formazione tecnica, ma soprattutto la possibilità di potersi confrontare con grandi nomi dello sport e avere da loro preziosi consigli, utili per raggiungere il loro sogno.

Non ci siamo fatti fuggire l’occasione per approfondire il progetto di Paolo Cazzaro e il suo obiettivo: il record dell'ora di paraciclismo.

Paolo Cazzaro, cinquant’anni, da sei anni, dopo un grave incidente in moto, paratleta. “Sono stato allettato per quasi quattro mesi. Non è stato facile reagire, all’inizio, una forma di depressione mi aveva portato ad ingrassare notevolmente e ad abusare del tabacco, il tutto con un massiccio ricorso ai farmaci per alleviare i dolori”. La seconda vita di Paolo è iniziata nel 2004 quando capisce che lo sport, e in particolar modo il ciclismo, è il miglior medicinale che può “assumere” per trovare sollievo ai problemi fisici riportati a seguito del suo gravissimo incidente.

Con il fondamentale contributo del suo preparatore atletico, Luca Zenti, Paolo ha ripreso ad allenarsi in un modo sempre più intenso e “scientifico”; anche in questo senso è stato decisivo il ruolo di Luca Zenti e della sua competenza nell’utilizzo di sofisticati programmi compatibili con la strumentazione Garmin, in grado di rilevare i parametri della prestazione - la potenza, la frequenza cardiaca e altri dati - e quindi dei progressi.

Avendo deciso di abbandonare i farmaci, la gestione del dolore fisico è stato uno dei problemi più grossi finché le endorfine naturali, legate all’attività fisica, hanno soppiantato completamente quelle artificiali “sono arrivato al punto che sento il dolore quando non mi alleno e non quando sono in movimento!”.

Col tempo è riemerso il suo Dna sportivo ed agonistico che in passato lo aveva portato a partecipare a gare di Triathlon e quindi Paolo ha individuato il suo nuovo ambizioso obiettivo: "La corsa mi creava troppi problemi fisici e ho quindi deciso di puntare sulla bicicletta. È un anno che lavoro al superamento del record del mondo su pista categoria Mc4 di paraciclismo. Da tre mesi mi alleno due giorni a settimana al velodromo Rino Marcante di Bassano del Grappa. I dati sono molto buoni, il record lo porteremo a casa!2.

E qui, per supportare il sogno di Paolo, grazie a Garmin, entra in gioco il CT della nazionale italiana di ciclismo Davide Cassani. "Paolo ha tutte le qualità che cerco in ogni atleta: determinazione, concentrazione e anche un tocco di sana ambizione. Sono certo che riuscirà a raggiungere anche questo grande traguardo. Il grosso del lavoro ovviamente lo deve fare Paolo con il suo impegno e la sua preparazione. Io posso confrontarmi col suo preparatore atletico e aiutarlo nella parte organizzativa per arrivare a ottobre a tentare il record nelle migliori condizioni possibili. Dal punto di vista della tecnologia, il contributo che può dare oggi è importante, bello e stimolante per gli atleti e anche per chi utilizza la bici per puro divertimento. Oggi chiunque, senza grosse spese, può rilevare una serie di dati e di valori che ti permettono di analizzare un allenamento come un semplice giro in bicicletta. Anch’io che ora vado in bici per puro divertimento, dopo un giro vado a vedermi i dati sul Garmin, sono tutte informazioni utili, belle, interessanti anche se non ho ambizioni agonistiche. Sono dati e strumenti oggi alla portata di tutti mentre una volta erano a disposizione solo dei professionisti”.

Passiamo con Davide Cassani a parlare di un tema che interessa tutti i ciclisti, atleti e non: la sicurezza. Cassani da tempo è impegnato in questo senso e ci tiene a sottolineare alcuni punti. “Dobbiamo imparare a rispettare le regole, dobbiamo essere noi i primi, dobbiamo essere ben visibili, utilizzare le luci, stare in fila indiana. Dobbiamo rispettare le regole ed essere rispettati. Io ho avuto due incidenti simili, auto che dovevano darmi la precedenza e invece mi hanno investito.

Forse non mi hanno visto, ora parto dal presupposto che, anche se ho la precedenza, potrebbero non vedermi o non fermarsi e cerco di prevedere anche gli errori degli altri e quindi rallento. Bisogna farsi vedere bene, utilizzare le luci. Dobbiamo cambiare approccio, evitare 'la guerra' con gli automobilisti, siamo tutti utenti della strada, ci vuole rispetto, comprensione e collaborazione. Anche qui la tecnologia aiuta, il radar Varia di Garmin per esempio, mi avverte anche se arriva una macchina da dietro e in quel caso evito di scartare bruscamente, magari per evitare una buca”.

Avendo di fronte il CT della Nazionale, non posso evitare di chiedergli se il nostro giovane campione del mondo a cronometro, Filippo Ganna, potrà diventare competitivo anche sulle grandi corse a tappe. “Io temo di no, credo che Ganna possa diventare un corridore da classiche di un giorno – Roubaix, Fiandre, Sanremo anche Campionato del mondo - ma, per le caratteristiche che ha e soprattutto per come sono disegnati i grandi giri in questi ultimi anni – con molte e durissime salite – sia complicato per un corridore con la struttura fisica di Ganna diventare competitivo. Dovrebbe perdere molti chili e rischierebbe anche di snaturarsi e di perdere quelle caratteristiche che gli danno adesso la possibilità di essere il più forte a cronometro”.

Salutiamo Paolo, il suo preparatore atletico Luca Zenti e Davide Cassani che ha un importante appuntamento per il prossimo 13 gennaio. Quel giorno infatti sarebbe stato il 51° compleanno di Marco Pantani e in quella data Cassani consegnerà al Museo di Cesenatico dedicato al Pirata la sua bicicletta, quella che era all’asta e che, con un gruppo di amici, ha acquistato per 66mila euro. “Volevo assolutamente che la bici usata da Marco tornasse a casa sua, a Cesenatico”.


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