di Stu Bowers - 23 April 2018

Faroe, viaggio ai confini del mondo

Alla scoperta del remoto arcipelago dell’Atlantico settentrionale, una paradiso incontaminato dove l’erba è davvero più verde
Faroe, viaggio ai confini del mondo

Il carrello è uscito già da un po’ e questo mi dice che dovremmo essere vicini al suolo, ma quando guardo fuori del finestrino vedo solo un biancore uniforme. Il nostro aereo sta per atterrare (penso) all’Aeroporto di Vágar nelle Isole Faroe, ma le nuvole dense e la pioggia mi hanno finora impedito di avvistare anche solo un lembo di terra.
Quando mi rendo conto che il pilota ha essenzialmente la mia stessa visuale stringo istintivamente la presa sul mio bracciolo e faccio il possibile per non pensare alla velocità con cui ci stiamo avvicinando alla pista. Pochi istanti dopo l’aereo atterra più o meno morbidamente e rulla verso i pochi piccoli edifici che compongono lo scalo aereo delle Isole Faroe. Non so quale genere di tecnologia renda possibile l’atterraggio di un velivolo di 80 tonnellate in condizioni di visibilità zero, ma ha tutta la mia gratitudine.
Dopo una sonora dormita, la scena che mi dà il benvenuto quando scosto le tende della mia camera d’albergo è completamente diversa. Gli dei del meteo ci sorridono, la pioggia se n’è andata e il sole splende donando all’Oceano un luccichio invitante (ma non così invitante da farmi desiderare un bagno nelle sue acque gelide) e mettendo in risalto il verde vivace delle colline.
Sono sollevato. In quest’area remota del pianeta il clima può essere imprevedibile, e come niente puoi ritrovarti a pedalare nella nebbia o sotto una pioggia impietosa.
Immaginatevi un triangolo che abbia come vertici la Scozia, la Norvegia e l’Islanda: le Isole Faroe stanno esattamente al centro, un miscuglio di cime frastagliate a picco sull’Oceano Atlantico.
Sulle isole si stende un verdissimo tappeto di muschio ed erba che aderisce alle rocce facendo di questo luogo un habitat apparentemente più adatto alle pecore e agli uccelli marini che agli esseri umani. Forse questo spiega come mai la popolazione delle Faroe superi di poco i 50.000 abitanti, più o meno come un comune di medie dimensioni.

L'articolo completo, che racconto questo giro di 159 km e 2.658 m di dislivello (con le immagini di Geoff Waugh), è sul numero 22 di Cyclist.

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