di Henry Catchpole - 20 marzo 2019

Monte Grappa, una salita da battaglia

Ai piedi delle Dolomiti, il Monte Grappa è una storica salita segnata sia da epiche battaglie in bici sia da spargimenti di sangue durante le due Guerre Mondiali.
Foto Alex Duffill

Assicuratevi di avere il tempo di fermarvi in cima al Monte Grappa. Dopo aver ripreso fiato, fermato il vostro computer da bici e sorseggiato dalla vostra borraccia, andate a farvi una passeggiata.
La tentazione potrebbe essere quella di gettarvi in discesa prima che i muscoli si raffreddino, ma non fatelo. Invece, seguite il sentiero fuori dal parcheggio per auto e salite più in su, fino alla cima vera e propria. Vi state chiedendo il perché? Beh, questa montagna e la sua storia sono molto, molto più grandi del ciclismo.

Non per sminuire le imprese di Merckx, Quintana e molti altri, ma sarebbe inappropriato parlare della loro sofferenza su queste pendici, visti gli scenari di guerra che questa montagna ha vissuto.
Tre grandi battaglie furono combattute qui, verso la fine della Prima Guerra Mondiale: fu la resistenza italiana sulle pendici del Monte Grappa a fermare il dilagante esercito austriaco che avanzava. Enormi perdite sono state subite da entrambi gli schieramenti. Vale la pena ricordarlo, mentre affrontate la salita. Lasciate che le vostre gomme sfiorino la strada.

Il Monte Grappa offre una serie di versanti di scalata differenti: noi abbiamo scelto quello da Semonzo.
Corre dal lato Sud ed è vicino a quello classico, da Romano d’Ezzelino. Tuttavia, coi suoi 19 km, questo percorso è più corto di circa 7 km e quindi più ripido, con una pendenza media dell’8,1% rispetto ai 5,9% del classico. È anche il versante utilizzato nella 14esima tappa del Giro d’Italia 2010 (vinta da Vincenzo Nibali) e nella cronoscalata della 19esima tappa del Giro 2014 vinta da Nairo Quintana, che ha impiegato solo 1 ora 5 minuti e 37 secondi per raggiungere la vetta, partendo dal centro del paese.
La salita inizia con una chiesa dall’architettura che ricorda una cattedrale in miniatura. Accanto a essa, sorge un monumento dedicato ai membri della resistenza italiana delle due Guerre Mondiali. Suggerisco di prestarci più attenzione di quanto abbia fatto io perché acquisirà maggior importanza, una volta raggiunta la vetta. Continua...

L'articolo completo è stato pubblicato su Cyclist - Marzo 2019
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