Scott Addict, sorprendente... anche troppo

Integrazione massima, leggera, più ingegnosa e con una linea più pulita. È la Addict RC Ultimate di Scott.

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Scott Addict RC Ultimate.

Modello Scott Addict RC Ultimate

Gruppo Sram Red eTap AXS

Ruote Zipp 202 NSW

Dotazione manubrio integrato Syncros Creston iC SL, reggisella Syncros Duncan SL Aero, sella Syncros Belcarra Regular 1.0, pneumatici Schwalbe Pro One 28 mm

Peso 7,02 kg (56 cm)

Prezzo € 11.999


Contatti scott-sports.com

Nel lontano 2014, il mio pensiero a proposito della Storck Aernario Disc era reputarla probabilmente uno dei modelli di bici più avanzati del pianeta, perché in possesso non solo del cambio elettronico a 22 rapporti e del cablaggio interno dei cavi, ma anche dei freni a disco idraulici con perni passanti. All’epoca, infatti, la semplice menzione dei freni a disco era sufficiente a provocare scalpore. Quello è stato un cambiamento epocale, ma ora comincio a ponderare la domanda che spesso sento sollevata dai ciclisti: “È cambiato veramente molto in questi ultimi anni?”. Oppure: “Noi ciclisti, ci abbiamo veramente guadagnato?”.

Anni luce

Per essere un modello in circolazione dal 2007, la Scott Addict ha subito relativamente pochi cambiamenti, con l’ultimo aggiornamento datato 2013 (nel 2016 sono stati aggiunti i freni a disco). Quella Addict del 2013 – in particolare la versione SL – aveva fatto scalpore grazie al peso esiguo.

All’epoca il peso era un terreno fertile da sfruttare, con Cervélo che svettava sulla concorrenza con la sua RCA – 667 grammi per il solo telaio, 974 per il kit telaio e forcella. Tuttavia, il prezzo era altissimo e il telaio non era certo disponibile a prezzo stracciato su Internet, ma veniva realizzato su ordinazione direttamente oltreoceano
La Addict SL, al contrario, era ampiamente disponibile e si poteva anche provare nel negozio sotto casa, con un telaio di 985 grammi (dichiarati per la misura 54 cm) e una bici completa di 5,9 kg allo stesso prezzo del solo telaio Cervélo. Anche in questo 2020, la Addict segue questo esempio e resta appena sopra i 7 kg (per la misura 56 cm).
Per essere una bici con freni a disco è molto leggera. Anche se non la più leggera: le BMC Teamamchine e le S-Works Tarmac che sono top di gamma, per esempio, stanno sui 6,9 kg a parità di misura. Tuttavia, Scott si vanta del fatto che la Addict RC sia la bici a disco completamente integrata più leggera sul mercato – a parte la Wilier Zero SLR, che ha stesso peso e integrazione.

Indipendentemente dalla configurazione scelta, la Addict è meravigliosamente leggera da guidare.
Danza in salita ed eccelle anche in discesa. Non ci sono difetti di frenata grazie al sistema a disco Sram Red eTap AXS, e le ruote Zipp con gomme Schwalbe affrontano senza remore le forze frenanti. Poi c’è il telaio, che colpisce per la rigidità generale, la flessibilità in curva e la maneggevolezza. A tale proposito, afferma Scott, la geometria è stata progettata attorno a pneumatici da 28 mm – gli ingegneri sostengono che anche piccole differenze nella larghezza della gomma implicano modifiche a interasse e avancorsa, aspetti che hanno un grande impatto sulla guidabilità.

Scott Addict RC Ultimate.

Una lodevole attenzione ai dettagli che si trova su tutta la bici. I forcellini sono cavi, il che permette di stampare un pezzo unico con foderi orizzontali e verticali, in modo che il telaio venga realizzato in tre parti anziché sei. Meno giunti significa minore peso, poiché non c’è sovrapposizione di materiale nella sede del giunto. Per compensare le forze di compressione che agiscono sui perni passanti, ci sono inserti in lega incollati sui forcellini e anodizzati in rosso. Un dettaglio molto elegante.

Inoltre, la naturale curvatura dell’inserzione pipetta-manubrio fa si che le fibre di carbonio scorrano senza interruzione attraverso i lati del manubrio, creando un insieme più rigido e leggero (la configurazione Syncros pesa 295 g dichiarati), e aiuta anche il cablaggio interno. Tutti i cavi sono accessibili tramite un cappuccio magnetico sulla pipetta e il loro passaggio è assicurato grazie a un tubo sterzo a forma di “D”. Dubito che l’utente medio debba mai preoccuparsi delle fibre di carbonio continue o del facile passaggio dei cavi, ma questo punto è importante poiché un tubo sterzo di questa forma implica che viene utilizzato un cannotto circolare con cuscinetti sovradimensionati, e c’è ancora spazio per far passare i cavi. In passato, molti altri produttori hanno optato per nicchie scavate o sottili fermacavi, per ottenere lo spazio necessario: tutti questi accorgimenti, però, portavano a una flessione che sulla Addict non avviene mai.
La parte frontale è pronta ed efficace negli sprint, ma implementa comunque un po’ di comfort grazie alla forma aerodinamica del manubrio. Lo stesso si può dire per la parte posteriore, con la flessibilità del reggisella. Una bici quindi molto comoda.

Scott Addict RC Ultimate.

L’elenco delle modifiche continua: il morsetto del reggisella è esterno e pesa solo 12 g; l’altezza della pipetta può essere modificata senza che ci siano problemi coi cavi quando si assemblano i distanziatori; c’è un cappuccio magnetico sopra i bulloni della pinza del freno per facilitare il flusso d’aria, in più i bulloni sono disposti in modo che non sia necessario alcun supporto per i punti di montaggio. Tutto ciò aiuta la Addict a essere ancora più leggera, più ingegnosa e anche con una linea più pulita. Torno però al mio pensiero originale, che si fa sempre più strada nella mia mente in questi giorni e mi spiace doverlo applicare anche alla Addict, ma questa bicicletta è molto costosa. Molto più del modello precedente e con un chilo in più sulle spalle.

Certo, l’integrazione è massima, ma anche la Storck del 2014 era messa bene a riguardo e costava molto meno. In termini puramente ingegneristici, la Scott Addict è piuttosto sorprendente. Applaudo i suoi progettisti, perché è all’avanguardia e come guida è quasi impeccabile. Quindi, tutto sommato, mi piacerebbe averla come ammiraglia nel mio garage. Ma – ed è un grosso ma – il gioco vale la candela?
Ho già elogiato bici costose in passato, tralasciando di criticarne il prezzo, perché erano fatte su misura e appartenevano quindi a un mondo a parte, fatto di domanda e offerta. Si tratta di pezzi unici, mentre la produzione di serie dovrebbe abbassare i costi.
Ma quando un modello di serie costa così tanto, anche se è il migliore, qualche domanda bisognerebbe porsela…

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