Rondo Ruut CF2

La sua “geometria variabile” può trasformarla da gravel a road bike?

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Rondo Ruut CF2.

I tradizionalisti della strada staranno piangendo depressi: una volta si parlava di tubi snelli, pneumatici stretti e freni su cerchio, ora il concetto di ciclismo su strada si è evoluto a tal punto che i nuovi modelli sono dotati di freni a disco, possibilità di montare pneumatici larghi e una guidabilità adatta anche all’off-road.

Rondo Ruut è l’incarnazione perfetta di questo cambiamento, poiché implementa numerose caratteristiche di una fuoristrada: una corona 1X, un fodero orizzontale lato guarnitura più basso adatto a usare ruote di standard 650b con gomme da 2,1 pollici, in più viene fornita completa di parafanghi e supporti per borsoni da viaggio. Eppure Rondo la considera una bici da corsa.

“Ha un carattere sportivo e veloce, quindi direi che è adatta alle corse”, afferma Tomasz Cybula, manager di Rondo. “Non la considero come la tipica bici da avventura. Quella arriverà più avanti”. L’idea di un modello ancora più orientato all’endurance rispetto a questo, fa scatenare la nostra fantasia. Come considerare allora la Rondo Ruut: una bici da fuoristrada o una da corsa?

Cybula suggerisce che può essere entrambe le cose, grazie alla sua “geometria variabile”. La forcella TwinTip ha infatti un inserto ribaltabile che può essere ruotato per modificare le caratteristiche di guida. Un’innovazione che è stata premiata con l’Eurobike Gold Winner.

“Ho avuto l’idea un sabato mattina mentre mi preparavo la colazione. Stavamo valutando se progettare e costruire una bici focalizzata sulle corse oppure una più comoda, più versatile. Poi abbiamo pensato di realizzarle entrambe”, dice Cybula.

In linea di principio, farlo è abbastanza semplice: capovolgendo l’inserto del forcellino, cambiano l’altezza e l’angolazione di tutto il fronte anteriore. In posizione “da corsa”, l’angolo del tubo sterzo viene aumentato (relativamente), il passo ridotto, l’interasse accorciato e la posizione di guida abbassata, per un assetto lievemente più raccolto.

Al contrario, quando si ribalta l’inserto del forcellino, gli angoli diventano più aperti e la posizione di guida più comoda e focalizzata sulla resistenza. Francamente sono rimasto piuttosto sorpreso da quanta differenza facessero pochi millimetri di cambiamento nella forcella. Passando alla modalità “gara”, la bici ha senza dubbio assunto un carattere più aggressivo e reattivo, aiutato dalla posizione più bassa. Una posizione più adatta a me, che prediligo sentieri regolari piuttosto che sconnessi. Tuttavia, modificare la geometria è un po’ più complicato di quanto sembri, soprattutto perché influenza la posizione della pinza del freno rispetto al disco e richiede un distanziale da montare dietro il supporto della pinza. Un po’ più complicato di quanto mi sarebbe piaciuto. In verità, non credo che la maggior parte dei ciclisti sia in grado di effettuare la modifica senza problemi. Penso che i più si limiteranno a scegliere la posizione che preferiscono per poi mantenerla, ma Cybula sostiene il contrario. “I nostri feedback dicono che i ciclisti stanno utilizzando entrambe le posizioni. Io stesso cambio regolarmente l’assetto in base all’uso o al tipo di terreno”.

La prova su strada

Rondo Ruut CF2.

La Ruut CF2 è mastodontica. Coi suoi pneumatici da 35 mm, il tubo orizzontale alto e gli angoli accentuati e un peso di 9 kg, propende per essere una bici voluminosa e massiccia. Alcuni dei miei amici ciclisti l’hanno definita brutta, mentre altri l’hanno ritenuta perfettamente adatta al suo ruolo. In termini di estetica, è molto lontana dal fascino di una bici da strada snella e scattante. Nella sua configurazione geometrica più aggressiva, tuttavia, sembra in tutto e per tutto una vera road. Durante le mie abituali uscite su strada, la Ruut ha dimostrato un carattere vivace, incoraggiandomi a scattare in prossimità dei cartelli segnaletici e ad affrontare salite ripide.

È però piuttosto pesante, nonostante il suo telaio in carbonio, e si è visto durante le uscite più lunghe. Avrei preferito anche un paio di ruote più leggere: quelle Rondo in lega d’alluminio sono a prova di rottura – fin troppo, per un modello road.

Invece, sono rimasto colpito dalle prestazioni off-road della Ruut. Sui sentieri ghiaiati la bici si è comportata egregiamente. Per prima cosa c’è il gruppo Sram Rival 1X (corona da 40t) abbinato a un pacco pignoni 10-42t. Una configurazione che permette una vasta gamma di marce, di cui la più agile equivale a quella di una corona compatta (50t) abbinata a un pignone posteriore da 38t.

Ciò mi ha permesso di salire lungo pendii incredibilmente ripidi, anche se disseminati di rocce. Il design della giunzione tubo sella-tubo orizzontale della Ruut sembrava soddisfare lo scopo di ammortizzare asperità e dossi a livello della sella. Il fronte posteriore della bici è molto scorrevole, tanto che la Rondo con gomme da 35 mm sembrava come altre gravel da me provate di recente, ma con ruote da 38 e più millimetri.

Sono convinto che la Ruut sarebbe perfetta per coloro che prediligono sterrati e sentieri. Allo stesso tempo è un po’ troppo votata ai percorsi sconnessi per offrire davvero alte prestazioni su strada, per chiunque speri che la geometria variabile sia la soluzione definitiva per tutti i ciclisti.

La versione che ho provato era la CF2. Ho il sospetto che, se avessi testato l’ammiraglia CF0 (con migliori specifiche e prezzo più elevato), avrei constatato una migliore gestione del passaggio tra road e off-road grazie alle ruote più leggere e agili. Con un prezzo di 2.999 euro, la CF2 è sicuramente la migliore della gamma per rapporto qualità-prezzo ma, visto il sempre più folto gruppo di gravel economiche sul mercato, sembra un po’ troppo costosa. La Ribble CGR in carbonio, anch’essa con lo Sram Rival 1X, ha a un prezzo inferiore di diverse centinaia di euro. La Rondo Ruut CF2 mostra alcune innovazioni impressionanti e abilità su fuoristrada uniche, ma i consumatori dovranno stabilire se il gioco vale la candela. Non c’è dubbio, che sia tecnologicamente avanzata, intelligente e proprio divertente, se il vostro appetito va oltre l’asfalto.

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