Salsa Warroad, una bici da strada con vocazione gravel

La Warroad di Salsa racchiude l’agilità e la reattività di un modello road che accelera e padroneggia la velocità, ma diventa molto più abile quando si tratta di allontanarsi dalla tranquillità dell'asfalto.

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Salsa Warroad.

Modello Salsa Warroad Carbon Ultegra 700

Gruppo Shimano Ultegra Disc

Ruote WTB KOM Light alloy

Dotazione manubrio Salsa Cowbell Deluxe alloy, attacco Salsa Guide alloy, reggisella Salsa Guide Deluxe alloy, sella WTB Volt 135 Race, Teravail Cannonball 35 mm

Peso 8,65 kg (taglia 57,5 cm) 


Prezzo 4.999 euro


Contatti salsacycles.com

Per decenni, dalla sua sede nel Minnesota, Salsa Cycles ha prodotto una vasta gamma di mountain bike, fat bike, bici tuttofare o da avventura, con telai realizzati in ogni tipo di materiale. La sua Warbird, lanciata sul mercato dieci anni fa nel lontano 2011, può persino vantarsi di essere stata la prima gravel propriamente detta, quando nessuno aveva ancora forgiato un nome per questo segmento di mercato.

Il fatto che le bici da strada ad alte prestazioni non siano storicamente nelle corde di Salsa spiega forse perché è la prima volta che recensiamo un modello di questo marchio: in effetti, l’ultima creazione dell’azienda, la Warroad, fa molto di più che limitarsi al semplice asfalto.

Un po’ road, un po’ gravel

L’ingegnere capo di Salsa, Pete Hall, riassume la Warroad come una “bici da strada con vocazione gravel”. In altre parole, non pensate a un modello super scattante, ma piuttosto a una endurance felice di sporcarsi le gomme.

Il product manager Joe Meiser fornisce più spunti di riflessione sulla bici: “Parte del nostro gruppo è solito partecipare a una corsa di oltre 120 miglia che noi chiamiamo Cannonball Run perché attraversa il fiume Cannon su un vecchio ponte stradale dismesso. La corsa si svolge per lo più su asfalto, ma comprende alcuni sentieri in ghiaia, altri in sterrato o in terra battuta, spesso ricoperti di ghiaccio primaverile, quando la facciamo. Inutile aggiungere che si tratta di una dura giornata in sella”.
La Warroad è nata dalla ricerca di una bici con un mix ideale di queste caratteristiche. Volevamo l’agilità e la reattività di un modello road che accelera e padroneggia la velocità, ma molto più abile quando si tratta di allontanarsi dal più tranquillo asfalto”.
Anche solo pochi anni fa ciò avrebbe fatto della Warroad un prodotto di nicchia, mentre ora rientra nel vasto gruppo delle bici che “vanno oltre la semplice strada”. Eppure, anche al cospetto di una folta concorrenza, quando l’ho vista per la prima volta si è distinta dalla massa (e non solo per la sua stravagante verniciatura) e non vedevo l’ora di provarla. Cosa ha di diverso la Warroad?

Salsa Warroad.

La parola ai numeri

Quanto a geometria non è una bici convenzionale: ha un angolo del tubo sterzo notevolmente generoso (71°) che aumenta l’avancorsa a circa 67 mm (con pneumatici 700C x 35 mm) e il rake forcella a 51 mm (la distanza tra l’asse del cannotto sterzo e il centro del perno del mozzo), con un conseguente aumento del centro anteriore della bici (la distanza tra il movimento centrale e il mozzo della ruota anteriore). Entrambe queste cose mirano a creare una sensazione di maggiore stabilità, specialmente su terreni accidentati.

L’aumentata avancorsa, tuttavia, determina minore reattività. Salsa ha cercato di rimediare a ciò adottando una pipetta più corta (90 mm su un telaio di misura 57,5 cm), poiché avvicinare il manubrio all’asse dello sterzo accelera la risposta dello sterzo stesso. Di conseguenza, per ovviare alla pipetta più corta, il tubo orizzontale risulta un po’ più lungo: una soluzione comunemente applicata sulle moderne mountain bike e – considerando la vocazione off-road dell’azienda – non sorprende che Salsa vada in questa direzione anche con la Warroad.

Nella parte posteriore, i foderi orizzontali da 415 mm sono più corti rispetto a quelli di una bici da strada con freno a disco e duplice compatibilità con la misura delle ruote (700c e 650b), con una ruota posteriore molto aderente al tubo piantone che aiuta a dare scatto e accelerazione. Per contestualizzare un po’ questi numeri, una Specialized Roubaix delle stesse dimensioni (e medesimo segmento di appartenenza) ha un angolo sterzo di 73,5°, un rake forcella di 44 mm (con avancorsa di 58 mm) e foderi orizzontali da 417 mm.

Quindi, per tornare alla domanda originale, cosa rende la Warroad diversa? Una risposta è che Salsa ha realizzato il proprio progetto partendo da un diverso punto di vista, rispetto a gran parte della concorrenza.
 Mentre marchi come Trek, Cannondale e Specialized creano progetti plasmati sulla loro esperienza nel World Tour, Salsa non ha nel suo DNA corse su strada ma produce biciclette ispirandosi ai ciclisti avventurosi abituati ai percorsi del Midwest americano. Ovviamente, ciò che conta è come queste ispirazioni vengano poi tradotte in realtà.

Divertimento assicurato

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Salsa Warroad.

La Warroad risulta davvero stabile, esattamente come promesso. La sua andatura era molto salda lungo una discesa ad alta velocità, e quando sono passato a sentieri fuoristrada la ruota anteriore mostrava precisione sul fondo sconnesso, aderendo a rocce e detriti dove altre bici sarebbero sobbalzate fuori traiettoria.

Ciò ha permesso alle mie mani e a tutta la parte superiore del mio corpo di rimanere rilassata per quasi tutta l’uscita. Sull’asfalto mi sono trovato a volte a viaggiare un po’ largo in corrispondenza di curve veloci e strette, sulle quali mi sarei aspettato un comportamento differente. Ciò confermerebbe la maggior “pigrizia” rispetto a una bici da strada convenzionale, ma non certo perché il telaio o la forcella manchino di rigidità. In questo senso, la Warroad è senza dubbio dura e robusta e ha contrastato in maniera efficace tutti i miei sforzi di generare qualsiasi flessione percepibile. Lateralmente aiuta a trasferire l’energia in maniera piacevolmente efficace, ma è altrettanto rigida anche verticalmente – ne sa qualcosa la mia schiena durante le uscite più lunghe. Nonostante il suo sistema di riduzione delle vibrazioni denominato Class 5 – praticamente una coppia di foderi verticali sottili e incurvati – la mia sensazione è che sia stata più dura di quanto mi sarei aspettato. Questi foderi verticali non sembrano flettersi quanto dovrebbero.
Direi che, almeno in parte, ciò sia dovuto al reggisella in lega, che nonostante sia relativamente sottile (27,2 mm), trasferisce in maniera piuttosto rigida le vibrazioni stradali. Passando a un modello in carbonio ho avuto conferma di come sia possibile percepire maggiore comfort, e la stessa cosa è avvenuta cambiando ruote e pneumatici, rispettivamente 650b e 47 mm. Il che mi porta a considerare i componenti di serie.
Anche se le parti prodotte in proprio da Salsa sono di alta qualità, come le ruote WTB tubeless in lega (e ovviamente non ho lamentele verso il gruppo Shimano Ultegra meccanico), non posso fare a meno di pensare che la Warroad potrebbe avere maggiori possibilità di brillare davvero.
Il telaio è sicuramente degno di una migliore componentistica. Ovviamente, qualsiasi bici può essere resa più performante se si scelgono componenti più costosi, ma la Warroad reclama davvero maggiore qualità. Quando ho montato le ruote Zipp 303 (misura 650b), un reggisella in carbonio Fi’zi:k e una sella in carbonio più leggera, mi sono ulteriormente innamorato di questa bici. Datele le specifiche che merita, la Warroad è tra le biciclette più divertenti e versatili che abbia mai provato.

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