di Sam Challis - 08 novembre 2019

Sarto Asola Disc

Il modello italiano su misura in carbonio è dotato ora di freno a disco

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Forse a sorpresa, non ci è voluto molto tempo prima che i freni a disco diventassero una consuetudine accettata per le bici da strada.

Eppure, anche adesso, le descrizioni dei modelli a disco continuano a includere diciture come “è abbastanza aerodinamica per essere una bici coi dischi” o “è piuttosto leggera per avere i dischi”.

Fortunatamente, la situazione sta cambiando. Progetti come l’ultima Venge di Specialized, la nuova Madone di Trek e la Strada di 3T hanno dimostrato che i dischi possono essere aggiunti senza influire sull’aerodinamica. E ora, la Sarto Asola Disc dimostra che si può dire altrettanto per il peso.

L’Asola Disc – coi suoi 6,88 kg – è leggera, e non solo rispetto a un modello a disco. Anche montando il gruppo Campagnolo Super Record H11, il suo peso (o meglio, la sua mancanza) dimostra che il divario prestazionale tra le bici con freni a disco e quelle con freni tradizionali si sta riducendo sempre più. “Non c’è alcun segreto: stiamo semplicemente ottimizzando i nostri progetti”, afferma Manuel Columbo di Sarto. Solo 300 telai marchiati Sarto hanno lasciato lo stabilimento italiano di Pianiga, vicino a Venezia, lo scorso anno – e solo una piccola percentuale era a disco. A prima vista, questo potrebbe non propendere per un’apertura verso il segmento freni a disco, ma è importante ricordare che le bici marchiate Sarto rappresentano solo una parte della produzione totale dell’azienda. Sarto è un costruttore che realizza telai su richiesta per molti altri marchi, secondo le loro direttive, oltre che avere una produzione propria.

Columbo ci dice che c’è stata un’enorme impennata nella richiesta di telai a disco dalla maggior parte dei marchi associati a Sarto, che volevano averne uno a catalogo. Ciò significa che Sarto ha analizzato tutti i progetti dei relativi telai in carbonio che gli sono stati commissionati, facendosi quindi un’idea di cosa funzionasse meglio per poi proporlo sui propri telai. Inoltre, quelli che Sarto realizza col proprio nome rimangono completamente esclusivi, e non sono disponibili sotto altri marchi.

Di conseguenza, l’azienda è stata capace di produrre questa serie di telai Asola Disc a soli 150 grammi di peso in più rispetto alla versione tradizionale – e la differenza sarebbe potuta essere anche inferiore. L’intreccio superiore di carbonio T1000 (il più pregiato) funge solo da chicca finale per dare esclusività al prodotto: è come fosse la firma di Sarto, secondo Columbo.

Sulla Asola Disc ci sono stati cambiamenti a livello di forcella e foderi orizzontali, ma, per il resto, l’aspetto originale (secondo noi è una bici per puristi) è stato mantenuto inalterato. Tra le bici di Sarto, Asola è la più leggera e la più classica, con tubi tondi e geometria abbastanza standard. Il metodo di costruzione è un classico fasciato e Columbo dice che Sarto ha scelto così in quanto è l’unica possibilità per poter offrire un telaio completamente personalizzato. “È molto meglio anche per verificare la qualità del prodotto”, afferma. “Stratificazione, peso e spessore possono essere valutati in modo più accurato rispetto a una costruzione monoscocca. Inoltre, alla fine la qualità di guida e l’integrità del telaio sono maggiori”.

Sarto ha una sua reputazione nel settore delle bici di alta qualità, e i precedenti modelli da noi testati hanno tutti ricevuto consensi, quindi ero propenso a prendere per certe le affermazioni di Columbo. E, dopo aver trascorso alcune settimane a bordo dell’Asola Disc, avevo ragione.

Questa Asola Disc è stata realizzata su misura per me e quindi ero già ben predisposto, ma mi sono comunque sorpreso di quanto mi sentissi a mio agio fin dal primo colpo di pedale. È stato come comprare un paio di scarpe nuove e scoprire che avevano già preso la forma dei miei piedi.

Alcuni pensano che i telai personalizzati non siano necessari e che, per la maggior parte dei ciclisti, sia possibile regolare altrettanto bene una qualsiasi bici di misura standard in commercio. Io penso che dietro ci sia di più: un telaio su misura ha quel quid in più che non è quantificabile. Forse si tratta di un fattore psicologico, ma non per questo meno decisivo. In sella alla Asola Disc, tale sensazione si è manifestata durante la guida, e la bici è sembrata più sicura e più naturale rispetto alla maggior parte dei modelli a taglie che ho provato. La geometria va in qualche modo a spiegare il piacevole equilibrio tra reattività e stabilità. I foderi orizzontali da 408 mm (relativamente corti) creano un carro posteriore molto corto, mentre il tubo sterzo con angolo inferiore al normale 72,5° allunga il centro della parte frontale abbastanza da impedire che la bici sia instabile alle alte velocità. Avevo la sensazione di poter sterzare con dei semplici colpi d’anca. Combinata col gruppo Campagnolo H11 Disc, l’Asola Disc in discesa è stata una delle più affidabili che io abbia mai provato. Continua...

La prova completa è stata pubblicata su Cyclist - Ottobre 2018

Modello Sarto Asola Disc

Gruppo Campagnolo Super Record H11

Ruote Campagnolo Bora One DB

Dotazione manubrio 3T Ernova Team Stealth, attacco 3T ARX LTD, reggisella 3T Stylus LTD Stealth, sella Selle Italia Flite Flow, pneumatici 28 mm Pirelli P Zero 4S

Peso 6,99 kg (56cm)

Prezzo 4.295 euro (kit telaio), 9.270 euro (come in prova)

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