di Alfredo Colella - 30 August 2018

Selle Italia SP01–Boost, il futuro è adesso

Il famoso marchio italiano di selle sforna la gamma SP01-Boost, ultima novità in fatto di alte prestazioni e design, con un occhio rivolto ai corridori di professione e l’altro al comfort da offrire ai numerosi amatori sparsi in tutto il mondo

Selle Italia è un brand italiano che – ormai da più di cent’anni – non smette mai di stupirci, coi suoi modelli sempre attenti alle esigenze degli utenti. Parallelamente all’evoluzione del mercato gravel e ad un concetto di bici a tuttotondo, in aggiunta alle richieste del mercato volte ad una maggiore comodità di pedalata, la Casa con sede ad Asolo (Tv) ha sfornato una linea che vuole mettere finalmente pace tra le due caratteristiche chiave di una sella: prestazioni e comfort. Segnatevi questo nome: SP-01 Boost.
A tal proposito, Massimo Perozzo – responsabile marketing di Selle Italia – afferma che “in una sella, spesso, si tende a privilegiare o l’aspetto prestazionale o il comfort, a seconda dell’utilizzo cui è destinata. La sfida vera è stata quella di unire ed equilibrare tali aspetti in un unico modello, in grado di calzare perfettamente i panni di un corridore di alto livello durante la sua attività oppure quelli di un cicloamatore alle prese – ormai troppo spesso – con manti stradali in condizioni precarie”.
La nuova SP-01 Boost è stata presentata al recente Eurobike di Friedrichshafen (e sarà presente all’Italian Bike Festival di Rimini) ed è disponibile in tre diverse versioni, a seconda del materiale utilizzato per il telaio: Kit Carbonio, TI 316 e Manganese (è proposta nella variante Superflow, cioè con ampio foro centrale).

Uno sguardo da vicino

SP-01 presenta una forma compatta con punta smussata, caratteristica che la rende agile, leggera e decisamente sportiva. Uno sguardo al profilo laterale rivela come la superficie di appoggio non sia completamente piatta, bensì presenti un’ergonomica curvatura che fa ben sperare in vista della prova su strada. Splendide e ben curate sono tutte le rifiniture, da tempo fiore all’occhiello di Selle Italia: la completa assenza di sbavature sia nell’imbottitura sia nello scafo, le grafiche realizzate a laser, la pulizia nei punti di assemblaggio dei diversi materiali. Tutte caratteristiche che la rendono invitante all’occhio.
La particolare forma non resta un accorgimento isolato, ma si accompagna ad un contenuto tecnico importante, quale è il Suspension Link Movement: un’esclusiva tecnologia di Selle Italia (già presente nella precedente SP-01) che comprende due parti posteriori separate tra loro.
La libertà di movimento indipendente delle due parti, che si muovono adattandosi agli input del bacino del ciclista, garantisce un elevato livello di comfort, una maggiore libertà di pedalata, aumentate capacità di flessione laterale e di ammortizzazione.

I tre modelli

SP-01 Boost Kit Carbonio: è il modello più racing. Con la copertura in Fibra-Tek (microfibra leggera e duratura), lo scafo realizzato in nylon e carbonio al 30% e il telaio in CarboKeramic, è la più leggera delle tre – coi suoi 163-166 grammi dichiarati, a seconda della misura – ed è disponibile ad un prezzo di Euro 269,90.
SP-01 Boost: si differenzia dalla precedente solo per il telaio realizzato con il composito proprietario di pregio TI 316, dotato di elevata resistenza e durata. Pesa 191 grammi ed è disponibile ad un prezzo di Euro 189,00.
SP-01 Boost TM: ha una copertura in Duro-Tek (rivestimento tecnico che punta sulla massima durabilità e resistenza) e un telaio in cromoly (cromo-molibdeno) e manganese. Adatta ad ogni evenienza, pesa 213 grammi ed è disponibile ad un prezzo di Euro 124,00.
Tutti e tre i modelli di SP-01 Boost sono disponibili nelle misure S e L nella variante Superflow (S3 ed L3) e in colorazione nera.

La nostra prova

Premetto che, pur avendo avuto la fortuna di avere un’ottima mobilità articolare a livello del bacino, apprezzo sempre le selle dotate di foro centrale, o comunque provviste di materiale ammortizzante lungo il canale assiale, che aiutano a scaricare il peso lungo i fianchi e a non comprimere nervi e fasci muscolari delle pelvi. Ciò che mi lasciava più dubbioso era la punta della sella all’apparenza relativamente troppo rigida: un ciclista con problemi di flessione del bacino tende a scaricare molto su quest’area, quindi eventuali fastidi potrebbero alla lunga insorgere. D’altra parte, essendo il posteriore della SP-01 Boost fluttuante, è necessario che il frontale sia più rigido per compensare l’equilibrio strutturale.
Un’altra caratteristica che stuzzicava la mia curiosità era l’escursione del posteriore: se, da una parte, l’assecondare i movimenti del bacino separatamente per la destra e la sinistra dà un indubbio vantaggio di comfort e resa finale, dall’altra assecondarli troppo può invece avere l’effetto di amplificare eventuali discinesie presenti nella pedalata, col risultato di penalizzare la resa finale, anziché esaltarla.
Una volta salito in sella, tutti questi dubbi sono stati fugati. La punta della sella, infatti, presenta una scanalatura di scarico che si è rivelata efficace nel non comprimere i tessuti molli. Inoltre, la forma smussata non solo previene fastidiosi sfregamenti tipici di selle con punte troppo allungate, ma aiuta a mantenere la postura e la posizione ideale durante la pedalata, quella in cui il baricentro del peso cade quasi del tutto al centro della sella e non in punta. I pochi ciclisti che non riescono fare a meno di scaricare sempre e comunque tutto in punta magari faranno fatica, ma nel loro caso sarebbe consigliabile rivedere biomeccanicamente la loro posizione e le misure della bicicletta.
Per quanto riguarda l’escursione del posteriore, dopo aver montato la SP-01 Boost sulla bici, tutto è apparso chiaro: il carrello e lo scafo inferiore fissi fanno sì che la parte mobile si riduca all’ala superiore dello scafo stesso. Sono quindi scongiurate escursioni eccessive e il tutto si limita ad un dolce accompagnamento dei naturali movimenti della pedalata. Per accertarmi di ciò, ho provato la SP-01 lungo uno dei percorsi più probanti delle mie parti, dal punto di vista del manto stradale, ed ho avuto splendide risposte.
Non contento, ho “ingaggiato” un valido corridore Under23 di fiducia, al quale ho detto di provarla a ritmi molto più elevati rispetto ai miei e poi di descrivermi le sue sensazioni: test pienamente superato. Ora se, come si dice, tre indizi fanno una prova, mancate solo voi ...

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